Buona la prima, a Savona ha aperto Bino, l’arte ceramica sposa il gusto dello chef stellato Giuse Ricchebuono

E’ partito. La ceramica di Savona, come arte, tradizione, cultura, e il cibo come legame di gusti, cultura materiale. “Bino”, il nuovo format di ristorazione di Giuse Ricchebuono, radici a Sant’Ermete, Valle di Vado, ha aperto a Savona, all’interno del Museo della Ceramica di Savona.

“Un nome che vuole sottolineare le due anime di questo nuovo progetto: la tradizione, con alcuni must che nella mia cucina non possono mancare, e l’innovazione che mi porta alla continua ricerca di nuovi spunti e nuove suggestioni. Ma Bino rappresenta anche la tradizione di un nome, quello di mio padre, il cui ricordo è per me ogni giorno fonte di ispirazione. Avere la possibilità di portare la mia idea di cucina, maturata in oltre 30 anni di attività, non solo nel cuore della città ma in uno dei palazzi storici più prestigiosi di Savona, antica sede del Monte di Pietà e ora del Museo della Ceramica, è una responsabilità che sento fortemente e che mi rende molto orgoglioso”, spiega Ricchebuono.

“L’auspicio della Fondazione Museo della Ceramica e della Fondazione De Mari è che l’apertura dello spazio di ristorazione Bino possa essere un ulteriore elemento di attrattività di un contenitore culturale che mira a diventare costruttivo luogo di confronto ed elemento vitale del contesto cittadino” commenta Federico Delfino presidente della Fondazione De Mari di Savona.

L’obiettivo di questo progetto è coniugare al meglio l’arte della cucina con il contenuto artistico del Museo, creando un connubio tra queste due realtà in grado di gratificare un pubblico sempre più esigente e sempre più abituato a mixare arte e cultura con la buona cucina.

A differenza di quanto avviene nei due ristoranti che chef Ricchebuono ha nella vicina Noli, il Vescovado in cui svolge la sua attività stellata dal 2009 e il Nazionale, di cui ha ereditato la gestione lo scorso febbraio, dove, seppure in maniera diversa, ogni piatto che viene servito racconta la storia del suo legame col territorio, nella nuova realtà savonese la proposta gastronomica lascerà ampio spazio a incursioni in altre culture in grado di offrire suggestioni creative e innovative, per contaminazioni che possano rendere interessante anche il piatto apparentemente più semplice.

“Il mio obiettivo, condiviso con la Fondazione del Museo della Ceramica, è di offrire ai savonesi un nuovo punto di incontro e di riferimento dove consumare un pranzo o una cena in un ambiente moderno, vivace, confortevole e stimolante. I numerosi turisti che visitano la città, alla ricerca della qualità del Made in Italy e della tipicità del territorio, troveranno da Bino una nuova meta del gusto, all’insegna della qualità dall’anima italiana ma con un concept di respiro contemporaneo e internazionale. Le brigate di cucina e di sala saranno formate da giovani, che hanno già dimostrato le loro capacità lavorando a stretto contatto con me e che hanno maturato significative esperienze all’estero. Quasi tutti savonesi, per valorizzare il talento professionale presente nel nostro territorio, guardano con passione e curiosità verso le novità e verso le sfide che ci offre il futuro. Mia figlia Martina che già condivide con me la responsabilità della gestione del Vescovado di Noli, con i suoi 23 anni ha avuto un ruolo fondamentale nell’impostazione di questo nuovo progetto e sarà sua la responsabilità della cantina, che privilegerà etichette di vini naturali e biodinamici, provenienti, oltre che dalla Liguria, da un’accurata selezione di produttori italiani e stranieri”, spiega ancora Ricchebuono.

Grazie alla collocazione privilegiata all’interno del Museo della Ceramica, dove, proprio nella zona di ingresso del ristorante è stata recentemente svelata l’opera restaurata di Agenore Fabbri “La Nascita della Ceramica”, il locale potrà ospitare eventi, esposizioni, attività artistiche e culturali organizzate dalla direzione del Museo oltre che, naturalmente, eventi di interesse e di prestigio in cui la cucina e la cultura del cibo saranno i protagonisti.

Le foto del servizio sono di Mauro Taveggia.

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...