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Cambio nelle cucine di Tenuta Colombera: lascia chef Andrea Masala, arriva chef Salvatore Di Maria

Un fulmine a ciel sereno: non ci sono altre parole per definire la notizia dell’abbandono delle cucine di Tenuta Colombera di fronte all’Isola Gallinara (per altro aperte da pochi mesi) da parte di chef Andrea Masala. Un divorzio inaspettato, non c’è dubbio, formalizzato dallo chef con un enigmatico post sul suo profilo Facebook. Sui motivi della separazione, a quanto pare consensuale, bocche cucite e nessuna polemica, di certo lo chef non resterà disoccupato a lungo.

La notizia ha colto di sorpresa la comunità degli appassionati del food, ma evidentemente nella storica casa di campagna dei conti di Ventimiglia, le dimissioni di chef Andrea Masala erano nell’aria, al punto che il ristorante continua la sua normale attività con un altro professionista dei fornelli, lo chef albenganese Salvatore Di Maria, già protagonista nelle cucine del Lamberti di Alassio assieme all’inossidabile chef Fabio Dagrada.

La filosofia di cucina di Tenuta Colombera, dettata da patron Paolo Deperi, non cambia: materie prime provenienti dagli orti del complesso agri-ristorativo e da fornitori selezionati, a cominciare dal pescato ligure per continuare con il tartufo di Langa, le carni piemontesi e via dicendo. E’ cambiata, invece, la possibilità di scelta per la clientela. Se prima c’erano due soli menù degustazione, con numero diversi di portate, con l’avvento di chef Di Maria c’è, al momento, un solo menù degustazione, ma con la possibilità di gustare anche piatti singolarmente per chi ha fretta o non apprezza tutte le portate.

La continuità con il lavoro svolto nei mesi scorsi (oltre al ristorante Tenuta Colombera prosegue con la formula del wine bar per l’aperitivo, con i grandi vini della Cantina Deperi) è garantita dall’accogliente e preparatissimo personale di sala.

Ristorante e wine bar sono aperti tutte le sere tranne il martedì e il mercoledì, mentre il sabato e la domenica il ristorante è aperto anche a pranzo.

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...