Carciofo spinoso, una eccellenza ligure che fa bene nel racconto di Leslye Pario

Leslye Pario, biologa nutrizionista, radici in Valle Arroscia, attiva ad Imperia e in tutta Italia grazie ai suoi libri che diffondono un metodo di dimagrimento, una non dieta, ma una visione del benessere psicofisico che contribuisce in modo determinante a restare in forma, prosegue la sua collaborazione con liguriaedintorni.it. Questa volta ci parla di una eccellenza di stagione, i carciofi.

 

Qui in Liguria da noi li chiamiamo “articiocche”… Si tratta dei carciofi una verdura di stagione in questo periodo dell’anno che io ho da poco imparato ad apprezzare ed amare, forse perchè non ero capace a cucinarli, dato che la parte più difficile per me è pulirli.
Non c’è una volta che non mi pianti una spina nelle dita! A parte questo piccolo inciso oggi ho il piacere di parlare di uno dei “quattro” della Piana di Albenga.

Perchè i carciofi sono importanti per la salute?

Uno studio appena pubblicato ha evidenziato come estratti polifenolici presenti nel carciofo possano avere un effetto benefico nella chemioterapia in pazienti con cancro al seno.

Un altro studio ha verificato effetti sia sperimentali che clinici.
In particolare, sono stati dimostrati effetti antiossidanti, coleretici, epatoprotettivi, potenzianti la bile e ipolipemizzanti, che corrispondevano al suo uso storico. La ricerca in corso sembra indicare che il carciofo abbia davvero qualità medicinali.

Il più significativo sembra essere il suo effetto benefico sul fegato.

Negli studi sugli animali, gli estratti liquidi delle radici e delle foglie di carciofo hanno dimostrato di essere in grado di proteggere il fegato, forse anche di aiutare le cellule del fegato a rigenerarsi. Può anche svolgere un ruolo nel ridurre il colesterolo e quindi aiutare a prevenire le malattie cardiache. Il carciofo selvatico bollito ha ridotto le risposte glicemiche e insulinemiche postprandiali nei soggetti normali, ma non ha alcun effetto sui pazienti con sindrome metabolica. Sono diuretici e lassativi, ricchi di Ferro e  Rame e antiossidanti. 

 

Consigli

I carciofi possono essere consumati sia cotti che crudi. Sono una delizia quelli freschi appena raccolti con olio extravegine di oliva e sale in pinzimonio. Sono i carciofi crudi ad avere le maggiori proprietà depurative.

Si può utilizzare tutta l’infiorescenza (spine escluse!), ad esempio io per preparare il risotto metto anche il gambo. E’ un ortaggio così prezioso (oltre che costoso) che non butto via niente. Cotto oltre che nei primi lo consiglio in frittata o nella torta verde, oppure semplicemente spadellato come contorno.

Come per le altre verdure con effetto “gonfiapancia” consiglio di utilizzare le spezie ed erbe aromatiche come curcuma, pepe, alloro e rosmarino per ridurre l’eventuale meteorismo che possono causare. Non cuocete le verdure troppo a lungo: eviterete di rimuovere le vitamine essenziali, i minerali e tutti i composti salutari che esse contengono.

Controindicazioni

Mi è capitato con taluni pazienti con calcoli biliari che i carciofi abbiano dato fastidio perchè hanno un effetto coleretico e colagogo (ovvero stimolano la contrazione della cistifellea). Nel caso di diverticoli in fase acuta sconsiglio vivamente i carciofi crudi, meglio tollerati i cotti, ma comunque occorre ascoltare la pancia e fare attenzione.
A chi soffre di eccessivo gonfiore intestinale il mio consiglio è quello di ridurne la frequenza così come per i cavoli, almeno fino a quando la flora batterica intestinale non si sarà abituata al consumo. Se vi rendete conto di avere una sensibilità particolare introducetene piccole dosi.. Sconsigliato in allattamento perchè può alterare il gusto del latte e provocare coliche (anche qui,non è detto ma meglio avvisare) .

                                                                                                                                                                                                                                                                                                Leslye Pario

Condividi su

About the Author

Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...