C’è tanta Riviera dietro a Now, libro profetico di Stephan R. Meier, bimbo sotto scorta diventato manager e scrittore 

Stephan R. Meier è uno distinto signore, elegante e fascinoso, con alle spalle esperienze internazionali in differenti ambiti personali, culturali e professionali. E’ nato il 22 aprile del 1958 a Wuppertal, Germania, dove ha vissuto l’infanzia e l’adolescenza tra Monaco e Colonia. Ha studiato in Svizzera e successivamente, come manager del settore turistico, ha vissuto in Cina, Tailandia, Francia, Spagna, molti anni in Usa e in Italia, paese con il quale ha instaurato sin da ragazzo un rapporto speciale, soprattutto con la Riviera, Diano Marina, dove andava (e ancora va) in vacanza, Riva Ligure, Sanremo, Imperia, Alassio, Albenga. Figlio di Richard Meier, presidente dei servizi segreti tedeschi negli anni caldi del terrorismo europeo, Stephan R. Meier sin dalla più tenera età si è dovuto confrontare con le particolari condizioni di vita imposte dalla delicatissima professione del padre. Un perenne stato d’emergenza nel quale anche la più elementare informazione sulla sua famiglia deve essere tenuta rigorosamente nascosta e nel quale Stephan R. Meier con tutto il suo alveo famigliare viene sottoposto a misure estreme di sicurezza, vale a dire vivere sotto scorta, con una vita privata quasi inesistente.
Oggi Stephan R. Meier ha lasciato la professione di manager del turismo e si divide tra Germania, Italia e Stati Uniti. Ma il peso degli anni dell’adolescenza sotto sorveglianza totale e con un controllo asfissiante della sfera privata, devono aver lasciato tracce profonde se nel suo romanzo “Now” (in Italia edito da Fanucci, da qualche tempo anche nelle librerie della Riviera dopo essere stato un successo editoriale in Germania) arriva a rappresentare un mondo sempre più ingabbiato dagli effetti della rivoluzione digitale. Un mondo controllato dall’intelligenza sintetica, non tra mille anni, ma adesso, “Now”, appunto, o poco più il là nel tempo. E deve far riflettere che l’ossessione di un controllo globale, freddo e asettico sull’umanità sia rappresentata da un uomo cosmopolita, curioso e sensibile come Stephan R. Meier che sul piano personale fonda la sua vita sui valori e sulla profondità dell’animo umano. Forse “Now” può essere interpretato anche come un SOS per l’umanità, un grido d’allarme per scongiurare un pericolo imminente. Al centro del romanzo Stephan R. Meier ha messo la domanda sulle conseguenze dell’ingresso di intelligenze artificiale nella nostra vita di tutti i giorni in assenza totale di guardrail etici e di una bussola morale per le generazioni future. “Now” viene percepito dalla stampa tedesca come il “1984” di Orwell del ventunesimo Secolo in una fila con “Brave New World” di Huxley per il camino nell’era digitale dell’uomo.

Gli anni trascorsi a Colonia da Stephan R. Meier sono caratterizzati da misure di sicurezza estreme per difendersi dalla minaccia della Rote Armee Fraktion. Le guardie del corpo in casa sono presenti ventiquattr’ore al giorno, la squadra anti-terrorismo GSG9 veglia sulla famiglia Meier ogni mattina al tavolo della piccola colazione. Nel giardino di casa vi sono uomini armati di mitragliatrice e ogni spostamento avviene su auto blindate. E i percorsi regolari, di routine, per recarsi a scuola o a fare sport, come fa ogni bambino o adolescente, rappresentano una rischiosissima insidia, sono i più pericolosi. A questi aspetti legati alle logiche e alle operatività degli apparati di sicurezza, si accompagnano quelli psicologici legati alla presenza costante di altre persone in ogni singolo momento della vita. I discorsi intimi in famiglia sono quasi impossibili, come pure è fortemente messa a dura prova la spontaneità dei gesti e dei sentimenti. Inoltre le consegne, sin da piccolo, per Stephan R. Meier sono precise: occorre essere prudenti, non bisogna fidarsi di niente e di nessuno, se necessario si deve mentire ma non si deve rivelare la vera professione del padre. Restare a lungo in Germania, a queste condizioni e con questo genere di pressioni diventa sempre più complicato. Il distacco dalla famiglia arriva per motivi di studio. Stephan R. Meier va a studiare in Svizzera, in particolare a Montreux, dove si diploma nel 1980 all’Institut de Hautes Etudes di Glion, una delle più prestigiose scuole di management e hotellerie del mondo. Prende l’avvio da questa formazione d’eccellenza un’intensa carriera nel settore turistico che lo porta in giro per il mondo, al vertice di strutture di differenti Paesi. 
La carriera turistica conduce Meier anche in Italia. In particolare, diventa membro del Comitato direttivo della Jolly Hotels della famiglia Marzotto. Segue come Direttore generale il grande progetto Nova Yardinia in Puglia, iniziativa del senatore Putignano, progetto mirato a dare impulso allo sviluppo turistico di qualità e occupazionale del Meridione. Ma al di là dell’aspetto squisitamente professionale, quello di Stephan R. Meier per l’Italia è un appassionato sentimento d’amore per una terra che conosce a fondo. Da Roma a Milano, dai laghi di Garda e di Como alla Liguria, dalla Puglia al Veneto: molti anni di permanenza nelle varie realtà della Penisola hanno cementato l’affetto di Stephan R. Meier per l’Italia, della quale ama profondamente la cultura, l’arte e la qualità della vita, in special modo la gastronomia e il clima, ma anche il carattere e l’ospitalità degli italiani.

Stephan R. Meier è autore di due opere di saggistica, scritte negli Anni Novanta. Il primo saggio, pubblicato nel 1992, è incentrato sulla figura del terrorista Carlos. Si intitola “Carlos Demaskierung eines Topterroristen” (Edizioni Knaur, Monaco). Il secondo è dedicato a suo padre Richard Meier (Edizini Lübbe).

Ora Stephan R. Meier arriva negli scaffali in Italia con Now, romanzo che già è stato accolto molto favorevolmente dalla critica in Germania, in Svizzera e in Austria, Paesi nei quali non si è esitato a considerarlo come una sorta di continuazione del filone di opere aperto da “Metropolis” di Fritz Lang, “Il nuovo mondo” di Aldous Huxley e “1984” di George Orwell. 

“Now” è un romanzo sul futuro digitale, nelle cui pagine Stephan R. Meier disegna un futuro dominato dagli sviluppi delle tecnologie e dei rapidi cambiamenti sociali dovuti alla presenza sempre più massiccia di intelligenza sintetica nella vita di tutti i giorni. Algoritmi, architetture di software, computer che imparano da soli, l’internet delle cose che porta all’internet di noi stessi sono i principali campi di ricerca che Meier intreccia con uno stile accattivante in un romanzo di suspense ad altissima velocità. “Now” è un romanzo distopico che scava nella rivoluzione digitale, ne coglie gli aspetti più controversi e sviluppa infine uno scenario inquietante. Meier descrive il confronto tra umanità e tecnologia, il crash tra uomo e macchina. Uno scenario realistico e soprattutto non così lontano nel tempo. E’ lì dietro l’angolo. E’ adesso. E’ “Now”.

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About the Author

Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...