Cristoforo Colombo, savonese o catalano?

Da Omero in poi, i luoghi di nascita dei grandi personaggi hanno sempre appassionato le storie campanilistiche: il massimo esempio ligure di tale tendenza plurimillenaria è Cristoforo Colombo. Per motivi strettamente scientifici, dovuti alla controversa documentazione e alla sua interpretazione, la Società Savonese di Storia Patria non si esprime, ma la bibliografia, soprattutto locale, testimonia comunque la rilevanza data alle diverse posizioni che si sono succedute, anche le più fantasiose. Il Consiglio Direttivo della Società ha accettato la proposta di Francesc Albardaner e di Franco Icardi di illustrare le ragioni a sostegno di loro tesi contrapposte nel corso di una tavola rotonda, nell’Aula Magna dell’Istituto Istruzione Superiore Boselli Alberti di Savona, via don Bosco 1, venerdì 2 marzo alle 16.30. Di seguito due brevi interventi, redatti da loro stessi, su quali siano le basi delle rispettive conclusioni. ULTIMA ORA: a causa delle avverse condizioni meteorologiche e della conseguente chiusura delle scuole liguri il giorno 2 marzo, la sede della tavola rotonda su Colombo di Francesc Albardaner e Franco Icardi avrà luogo nel Salone di Storia Patria, via Pia 14/4, con inizio alle ore 17.00 (invece di 16.30).

Francesc Albardaner, Cristoforo Colombo catalano

Francesc Albardaner si definisce seguace, critico, della teoria dello storico peruviano Luis Ulloa Cisneros, che enunciò nel 1927 una possibile origine catalana di Colombo. Anche se Mussolini li tacciò come “fantasie imbecilli”, rimangono tuttora validi gli argomenti dell’Ulloa, che individuò importanti anomalie nella storiografia che propendeva per l’origine genovese del navigatore. Trascorsi novant’anni, scoperti nuovi documenti relativi a Cristoforo Colombo e dopo trent’anni di ricerche compiute in diversi archivi storici europei, soprattutto in quelli di Barcellona, Madrid e Valenza, Albardaner è dell’avviso che la teoria ortodossa universalmente accettata dell’origine genovese sia un errore madornale. Errore che per vari motivi – sia per interessi economici dal Banco di San Giorgio nel secolo XVI sia per ragioni di orgoglio nazionale italiano della Nuova Italia del secolo XIX – gli accademici italiani hanno mantenuto senza metterlo mai in discussione.

Vecchie e nuove scienze ausiliarie della storia, come la paleografia, la linguistica forense o le analisi del Dna possono esserci di aiuto in questa indagine per giungere alla verità nella biografia di Colombo. Se Colombo scriveva in castigliano come lo può scrivere un catalano, se i suoi testi manoscritti erano in grafia gotica corsiva catalana e non in grafia umanistica italiana e se la sua famiglia era di tessitori di seta e non di lana, qualcosa deve essere rivisto. Al sottoscritto dispiace di vero cuore essere costretto, per rispetto al metodo scientifico, enunciare un nuovo “identikit”, una nuova teoria su Colombo che è la seguente: il nostro personaggio nacque a Valenza all’interno di una famiglia di tessitori di seta, “marrani” (cioè ebrei convertiti), figlio di un maestro tessitore di seta della Liguria, emigrato a Valenza con tutto il clan familiare dei Gavoto di Savona. Colombo poteva dire, senza mentire, di essere “natural de Saona”.

Franco Icardi, Cristoforo Colombo savonese

L’ammiraglio Cristoforo Colombo nascose le sue origini. Ma che fosse nato a Savona (natural de Saona) lo certificò nel dicembre 1491 Galíndez de Carvajal oidor (giudice) e consigliere della regina Isabella I di Castiglia-León e del re Ferdinando II d’Aragona. Questo lo troviamo nel Memorial o Registro Breve de los lugares: riassunto del registro delle udienze dei re di Spagna. Galíndez de Carvajal fu anche consigliere dell’imperatore Carlo V (nipote di Isabella e Ferdinando) quando il 3 marzo 1529 aiutò l’imperatore a redigere il suo secondo testamento. Ė quindi un testimone attendibile. Che Christóbal Colón (nuovo cognome di Cristoforo Colombo in Spagna) fosse morto a 70 anni lo certificò Andrés Bernáldez, parroco di Los Palacios presso Siviglia. Il parroco ospitò l’ammiraglio (che aveva allora sessanta anni) quando questi ritornò dal secondo viaggio l’11 giugno 1496. La testimonianza del parroco è stata pubblicata nell’edizione del 1990 n° VII della Nuova Raccolta Colombiana (voluta dal Taviani per le Colombiadi del 1992). Se l’ammiraglio morì a settanta anni significa che nacque nel 1436 e non può essere il lanaiolo Cristoforo Colombo nato a Genova nel 1451-1452 perché più giovane di sedici anni. Che Christóbal Colón fosse nato a Savona (natural de Saona) lo giurò nel 1535 il nipote dell’Ammiraglio don Diego Colón y Toledo. Questi chiese di far parte dell’Ordine cavalleresco di San Giacomo di Compostela. Il giovane fornì la sua genealogia e giurò che non era figlio di ebrei, né di mori, né di plebei. Giurò inoltre che suo nonno paterno (abuelo paterno) [fu] Christóbal Colón, natural de Saona cerca de Génova (nato a Savona vicino a Genova)“. Il nipote allegò le testimonianze giurate di Diego Méndez de Segura che confermò questa nascita dell’ammiraglio a Saona.

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...