Da Genova una conferma: i bianchi di Liguria migliorano con il tempo…

“Il vino ligure come espressione d’arte? Si lo abbiamo dimostrato nell’esclusiva degustazione durante Antiqua, mostra di antiquariato al Porto Antico di Genova. Grazie al Consorzio del Basilico Genovese Dop e al Consorzio Olio riviera Ligure Dop per aver accettato con piacere di partecipare insieme ad Enoteca Regionale della Liguria a questa particolare iniziativa”: così Simona Venni, commentando quanto successo venerdì a Genova, quando l’Enoteca Regionale della Liguria ha “raccontato” come i binchi liguri possano migliorare invecchiando.

Marco Rezzano, presidente dell’Enoteca Regionale, ha commentato così la manifestazione:  “Interessante lo spunto di riflessione sulla prospettiva evolutiva dei bianchi liguri che ci è stato offerto venerdì ai magazzini del cotone nell’ambito della bella manifestazione Antiqua. Insieme ad una ventina di operatori della comunicazione, abbiamo sfatato il luogo comune che non attribuisce ai nostri vini grandi margini evolutivi. Siamo scesi sino al 2012 con il RLP Pigato e addirittura al 2007 con un Colli di Luni Vermentino. Vini di nervo e di carattere che hanno sorpreso per integrità, piacevolezza e disinvoltura di beva. Dovrà essere nostro compito invitare i produttori a osare sempre di più sulla caratterizzazione e sull’aderenza al nostro meraviglioso territorio, ma soprattutto far percepire a professionisti del settore e consumatori il grande valore e la statura che hanno raggiunto i nostri vini e che se avremo la pazienza di attendere il momento migliore per il loro consumo, che non è certo pochi mesi dopo la vendemmia, potremo godere di emozioni uniche”.

Possiamo dire che, nel nostro piccolo, “lo sapevamo”? Non per spocchia, ovviamente, ma per esperienza, per aver bevuto i grandi vini “Vignamare” di Massimo Lupi (erede del grande, visionario, Tommaso), per avere gustato i vini bianchi di Massimo Alessandri con i suoi monumentali bianchi di Vigne Veggie, per i vini antichi di Fausto De Andreis de Le Rocche del Gatto, ma anche per il Bon de Bon di Bio Vio o il Baletta di Dario Enrico. Pigato, soprattutto, ma non solo, che grazie al sole e al grado zuccherino riesce ad essere un “rosso travestito da bianco”, con gusti e sensazioni di grande suggestione. Non per piaggeria o amicizia, ma grazie ad Augusto Manfredi che tra i primi, se non per primo, ha spinto molti ad invecchiare i bianchi liguri… 

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...