Da Gin Leslye Pario racconta la sua “dieta non dieta”

Si gioca, si scherza, ci si scambiano battute, ma il tema è serio, il rapporto tra psiche, corpo, cibo, molto più di chili, calorie, diet, insomma. La serata trascorsa Da Gin, ristorante di Castelbianco, è stata qualche cosa in più di una semplice intervista per presentare un libro, quello di Leslye Pario, giovane biologa nutrizionista, Life coach, autrice dei libri “La mela del peccato” e, soprattutto, dell’ultino “No dieta con C.AL.M.A.”, dove C.AL.M.A®, è il metodo che parte dall’alimentazione per ritrovare equilibrio, forma fisica, buonumore e amore per se stessi. A chiacchierare con Leslye, originaria e abitante dell’Alta Valle Arroscia al confine con la Val Tanaro, chi scrive, Stefano Pezzini, onnivoro, amante della buona cucina.

Si parla tra un piatto e l’altro preparato da chef Rosa D’Agostino, infaticabile ricercatrice di gusti e materie salutari. Tutto esaurito in sala, dove patron e sommeliers Marino Fenocchio da i tempi e, soprattutto, propone una calda Granaccia 2018 di BioVio. Il menù (riportato sotto) è all’insegna del vegetariano spinto, vegano.  “Ma questo non deve trarre in inganno”, esordisce Leslye. E aggiunge: “Non propongo una dieta, ma uno sguardo diverso al rapporto con il cibo. C.AL.M.A. è un metodo adatto a tutti, si tratta di eliminare i cibi che fanno male al singolo, provare a cambiare regime alimentare, ma soprattutto cambiare lentamente il proprio rapporto col cibo. E’ un metodo messo a punto non solo con metodo scientifico, ma dopo aver superato personalmente un disturbo alimentare, la bulimia, che mi aveva colpito a 16 anni”. In pratica (la faccio breve) si tratta di cambiare il rapporto con se stessi e con il cibo, senza privazioni, ma con maggiore autostima e una serie di semplici comportamenti, anche giocosi, come ad esempio un simpatico mazzo di carte con dei consigli che, in teoria, rispondono alle proprie domande, ma che comunque vanno seguiti per sentirsi meglio. Funziona? Non lo so, il libro, alla fine lo abbiamo comperato, lo leggerà mia moglie, seguirà i consigli, giocherà con le carte. Vi diremo i risultati, ad una prima sbirciata è scritto in maniera agile e simpatica e i consigli sono di buon senso, con basi scientifiche e non sciamaniche. Per una “non dieta” si comincia bene, insomma.

 

IL MENU’

Antipasti: Ricottina di soia (buonissima, assomigliava ad un caprino erborinato) all’erba aglina con misticanze, frutta e fiori; patè fagioli azuki, pan brioche e chutney di zucca e zenzero (gusto dolciastro, molto gradevole). Primo: gnocchi di farina di castagne su crema di zucca e pesto di rucola (saporiti ed equilibrati tra il dolciastro e l’amarognolo della farina di castagne). Secondo: funghi, patate, nocciole (un piatto che sapeva di bosco). Desserts: torretta di mandorle e carruba con mousse di castagne e cedro (anche qui, il bosco su tutto, con la carruba, sapore antico, che ricorda il cioccolato di fine Anni ‘50).

 

 

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About the Author

Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...