Dakar, decima tappa massacrante per i centauri della Riviera

Ancora due risultati importanti per i piloti rivieraschi Gerini e Vignola nella tappa odierna della Dakar, decima tappa da Salta a Belèn in Argentina (373 chilometri di sterrato), rispettivamente 22° e 51°. Questa l’ormai consueta cronaca di Franco Jannone, il giornalista imperiese che segue i centauri liguri.

Partenza da Salta intorno alle 5 di stamane dopo una notte quasi insonne, alle 23.45 i ragazzi si stavano ancora cambiando le gomme, per affrontare un’altra tappa durissima della Dakar 2018 e menomale che i due tostissimi liguri del Team Solarys hanno riposato a dovere, visto l’annullamento dello Stage 9 a causa della impraticabilità del tracciato per le forti precipitazioni. Destinazione Belèn con due speciali veramente dure, forse le più dure dall’inizio del rally del 40°, dapprima una quarantina di chilometri tutti nel fango, poi un centinaio nel greto di un largo corso d’acqua e poi ancora sabbia e dune con la temibile erba chameaux, insomma il “solito” menù in perfetto stile Dakar. Nella prima speciale, una vera ecatombe, molti piloti si perdono ed è dura riprendere il giusto senso di marcia, lo stesso Meo, che andava fortissimo perde 1 ora e 3’ e retrocede in classifica così come altri che rimescolano le carte nella generale.

Intorno al km 106 Gerini distrutto anche per i 42° gradi di temperatura e malgrado avesse superato diversi piloti mantenendo un buon ritmo, viene rallentato da un elicottero dell’organizzazione che era sceso per soccorrere Botturi caduto pesantemente per fortuna senza grosse conseguenze (cosa peraltro ancora da verificare), con uno dei piloti che una volta a terra indica una traiettoria diversa da quella indicata dal roadbook per pericolo 3 (pericolo di morte prestare molta attenzione), salvo poi accorgersi che aveva ragione il Gerry, ma nel frattempo viene ripreso da tutti quelli che aveva lasciato indietro e guadagnare anche solo due metri nella sabbia è una sorta di “mission impossible”, nonostante ciò Maurizio Gerini #42 riprende il cammino tuttavia rallentando la marcia , cosa che lo fa cadere parecchie volte nelle dune, consumando energie preziosissime in queste condizioni. Alla fine giungerà al traguardo in 22a posizione a 52’40” dal primo ma distrutto dalla fatica; “non ho mai sofferto così in una prova di rally, è stata durissima ed ho solo voglia di andare a dormire” , ha dichiarato al mio microfono Maurizio visibilmente provato.

Stessa situazione per “Faustone” Vignola #108 alle prese con la navigazione e il caldo insopportabile con quella maledetta erba chameaux che appena ti distrai ti fa ritrovare a terra cosa che in velocità potrebbe provocare seri danni sia al pilota che alla moto. Ottima interpretazione della gara che permette lui di arrivare in fondo, che va sempre bene, in 51a piazza  a 2h 03’ 40” con grandissimo onore al merito.

Ora nella generale Gerini occupa la 27 posizione a 5h13’2”i, mentre Fausto Vignola è 60° a 16h16’57” sempre con l’obbiettivo di Cordoba ben impresso nella mente.

Domani altro “tappone” Marathon per lo Stage 11 Belén-Fiambalá-Chilecito di totali 485 km di cui 280 di speciali, senza farsi ingannare dal seppur lieve chilometraggio rispetto alle prove precedenti, in quanto la direzione di gara avverte dei molti pericoli disseminati lungo il percorso senza assistenza.

Parola d’ordine dalla scuderia; non mollare e fare molta attenzione.

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...