Dakar, settima tappa ancora ok per i piloti della Riviera

Nella prima parte della tappa Marathon della Dakar, super Gerini 29° e ottimo Vignola in recupero che chiude in 53a posizione. I piloti della Riviera non deludono nemmeno questa volta, settima tappa della gara. Franco Jannone, giornalista imperiese al seguito della Dakar per il team Solarys, racconta questa, ennesima, entusiasmante tappa dei centauri rivieraschi.

Neanche un attimo di respiro ed è già tappa Marathon, bisogna preparare il lungo road-book e per di più le condizioni meteo renderanno le cose ancor più difficili.

La prima speciale viene annullata a causa dell’impossibilità di transito così come rilevato dalla direzione gara, tantè le difficoltà non finiscono qui perché la strada è lunga e difficile comunque.

Il terreno di gara in prevalenza duro con tratti sabbia e vegetazione insidiosa come l’erba chameaux, ciuffi d’erba in apparenza non pericolosi con la base compatta, capaci di farti esplodere in aria se presi in velocità, mischiato all’acqua scesa in nottata, provocano diverse vittime e le cadute si susseguono senza sosta. Bisogna guidare attenti e soprattutto non farsi male.

Entrambi i piloti del team Solarys Racing, sempre più a loro agio con le loro Husqvarna, non si risparmiano e passo dopo passo accorciano il gap che li separa dal leader Barreda che sembra letteralmente volare nei confronti dei suoi competitor. Alla fine della tappa Maurizio Gerini#42 chiuderà in 29° posizione prendendosi qualche rischio di troppo, come poi confermato all’arrivo.

Fausto Vignola#108 non è da meno e approfitta della titubanza di alcuni piloti in gara, per guadagnare varie posizioni in classifica guidando con un po’ più di velocità tuttavia sempre controllata, alla fine 53° da verificare per via di probabili penalità commesse nella ricerca dei “soliti” waypoint” disseminati lungo il veloce e tortuoso tracciato tutto da navigare.

Sarà una delle due tappe incluse in questa tostissima Marathon che vedrà i piloti in sosta al bivacco di Huyuni attrezzato in una caserma militare, senza poter usufruire dell’assistenza loro dedicata e dovranno effettuare tutte le riparazioni e sistemazioni del caso, in completa autonomia.

Domani si riparte per lo Stage 8 da Huyuni a Tupiza dove giungono notizie negative circa la sistemazione del bivacco, martoriato dalle piogge che hanno tramutato l’area adibita in una vera e propria fangaia impossibile. I km da percorrere saranno 585 con 498 di speciale.

Le difficoltà nella trasmissione dei dati sono fin troppo evidenti a causa dell’assenza di segnale  quasi totale.

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...