Dakar2020, il racconto di Iannone a bordo della Mitsubishi RTeam, #Geriniquarantadue parte bene

Franco Iannone, imperiese, speaker di importanti avvenimenti motoristici, anche quest’anno segue la Dakar e, anche quest’anno, compatibilmente con il wi-fi delle zone desertiche, invierà ogni giorno i suoi aggiornamenti. A differenza degli altri anni Franco seguirà i piloti del Team Ralliart, ma non mancheranno aggiornamento anche sugli altri piloti, a cominciare da Maurizio #quarantadue Gerini, il pilota imperiese sponsorizzato, tra gli altri, dai Viticoltori Ingauni. Ecco il suo racconto della prima tappa nel deserto dell’Arabia Saudita. 

Stage 1 Jeddah – Al Wajh 752 km totali – Speciale 319 km – Trasferimento km 433

Una giornata dura quella che ha visto i piloti italiani confrontarsi con il tracciato di questa Dakar 2020, qui in Arabia Saudita. Rocce e sabbia hanno reso la navigazione difficile fin dalle primissime ore.

Si sono comunque difesi bene i piloti RTeam (Mitsubishi Italia Squadra Corse) Andrea Schiumarini e Enrico Gaspari alla guida del Pajero WRC Plus Mitsubishi col numero 367. Nonostante 2 rotture all’avantreno sono riusciti a portare a termine la tappa in 70° posizione, in 08h39’14”.

Altre noie meccaniche hanno colpito Marco Carrara e Maurizio Dominella, alla guida dell’altra auto Mitsubishi (numero 392).Fortunatamente si è riusciti a risolvere il problema e la macchina sarà sistemata domattina al bivacco. Anche il Can Am Maverick numero 432 guidato da Fabio del Punta e Giacomo Tognarini ha subito un guasto che sarà risolto dai meccanici al lavoro tutta la notte per riportare in gara il mezzo. Al momento non sappiamo ancora il risultato del Cargo Iveco guidato da Cesare Gianfranco Rickler del Mare e Buran Dragos col numero 540 che non sembra aver avuto grossi problemi. 

Si sono difesi bene anche gli altri piloti italiani in gara.

Nella categoria moto citiamo sicuramente Jacopo Cerutti del Team Solarys che col numero 41 alla guida della sua Husqvarna FR 450 Rally ha ottenuto il 23° posto assoluto, concludendo la tappa 3h45’15”, primo tra gli italiani. Segue l’altro pilota del Team Solarys Maurizio Gerini, col numero 42, che conclude questo primo stage al 29° posto in 3h53”14′‘.

Si posiziona al 74° posto Alberto Bertoldi (numero 110) che arriva al termine in  04H 56′ 55′. Non male anche Cesare Zacchetti (05H 04′ 59”) e Mirko Pavan (05H 05′ 22”), rispettivamente al 83° e 84° posto. Fabio Fasola (numero 119) si aggiudica la 89°posizione, giungendo alla fine di questa prima tappa in 05H 08′ 45”. 

Alessandro Barbero (05H 39′ 53”) e Francesco Catanese (05H 43′ 10”) si aggiudicano rispettivamente il 110° e il 111° posto. Ultimo tra i piloti italiani della categoria moto troviamo Matteo Olivetto col numero 155 che si aggiudica la 126° posizione terminando lo stage in 06H 11′ 24”.

 

Se la cava bene la leggenda della Dakar Camelia Liparoti alla guida del SSV fuxia Yamaha insieme alla co-pilota Annett Fischer (numero 421), unica squadra totalmente al femminile, che giunge alla fine di questa prima tappa in 05H 48′ 51”. Al 13° posto Michele Cinotto e Marco Arnoletti col numero 447 (04H 34′ 45”).

Nella categoria camion ci riservano delle sorprese i team Orobica Raid e Italtrans. Il primo team schiera ben due mezzi. Alla guida del primo, col numero 526 i piloti Paolo Calabria, Loris Calubini e Giuseppe Fortuna ottengono il 28° posto, concludendo la tappa in 05H 54′ 36”. Il secondo camion Orobica Raid arriva invece 33°, in 6H 25′ 38”, guidato da Antonio Cabini, Giulio Verzeletti e Carlo Cabini (numero 536). Il secondo team vede invece i piloti Claudio Bellina, Giulio Minelli e Bruno Gotti difendersi bene alla guida del loro DAF X2223 col numero 518, arrivando al termine del primo stage in 06H 02′ 52”.

La Tappa di oggi sarà forse anche più difficile. Si preannunciano percorsi molto tortuosi all’interno di canyon e tratti molto veloci su sabbia e terreno duro. Continuiamo a seguire passo passo questa Dakar 2020 che ci serba ancora tante sorprese!

Franco Iannone Speaker
#dakar2020

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...