Dalla vigna al castello, Aimone Vio è Re Carciofo, sovrano del Carnevale di Albenga

“Il re è nudo”, gridava il bambino al passaggio del monarca convinto di essere vestito della stoffa più fine mai tessuta. Ad Albenga  il re, Re Carciofo per l’esattezza, non solo non è nudo anzi, ben vestito di medaglie e onori come, ad esempio, l’essere stato nominato dal Gambero Rosso MIglior vignaiolo dell’anno,  primo ligure a potersene fregiare (anche se lui ha sempre detto di voler condividere il riconoscimento con i vignaioli del passato che hanno fatto grande Pigato e Rossese, e quelli di oggi che stanno portando i vini liguri all’eccellenza). Già, Re Carciofo 2018, il sovrano del Carnevale ingauno apertosi questo pomeriggio, è Giobatta Aimone Vio, un omone che, avendo in mano le chiavi della Città (siappure per pochi giorni), potrebbe prendere in mano la situazione e risolvere, anche con la minaccia della forza (scherziamo, ovviamente), i problemi che scatenano le polemiche sui social (problemi molto spesso veri, sia chiaro). Di seguito il comunicato del Comune di Albenga, le foto sono dell’Ufficio Stampa del Comune.

 

Svelato il volto dietro la maschera del Re Carciofo 2018. Si tratta di  Giobatta Vio Aimone  di Bio –Vio una storia di eccellenza nel biologico, premiato quale “Miglior vignaiolo d’Italia”, 3 bicchieri del Gambero Rosso. Alle ore 15.00 è  partito dal Campo sportivo di Pontelungo con la sfilata di carri e gruppi La banda Giuseppe Verdi  l’allegro corteo di Carnevale, seguita dalla corte di Re Carciofo con la principessa Zucchina Trombetta, il Baronetto asparago Violetto e Ser  Cuore di Bue seguito dal carro dei pirati della frazione San Fedele e oltre ai gruppi ingauni, molti gli ospiti foresti: la corte di Maria Antonietta con dame e cavalieri  da Varese,  diversi gruppi dal Piemonte, da Savona Re Ciciulin e la corte, sempre da Savona Re Chinotto e la sua corte, da Legino il Gruppo dei Villani, Da Zuccarello  la Marchesa del Carretto,   da Cairo Montenotte Nuvarin du Castè  e a Castelana da Varazze il gruppo Muminin a Pescera e Meneghin u Treggia, da Arnasco U Liviu e a Tina e tanti altri. Alcuni Panifici di Albenga, Eredi Arnaudo, Sapore di Pane, Sirio, U Paciugu, O Fornu, Selini,  zio Pagnotta e La Coop Le Serre, offriranno, al termine della manifestazione , nel salone delle opere parrocchiali di San Michele ai partecipanti le loro bugie. Durante il percorso ricche pentolacce offerte dal Comune di Albenga e dalla Associazione Vecchia Albenga e Governo Ombra. Saranno inoltre premiate le mascherine e il gruppo più numeroso.

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...