Dolcissima Pietra, suggestioni e golosità a Pietra Ligure…

Diciassette anni di vita ed io, colpevolmente, me ne sono accorto solo oggi. No, non parlo di segreti nascosti, ma di Dolcissima Pietra, evento dedicato al mondo dei dolci, della pasticceria, dei vini passiti e quant’altro, che sino a domani sera, domenica 19 settembre, anima il centro storico di Pietra Ligure. Una rassegna, in alcune parti, che sa di fiera, in altre, invece, una bomboniera di cultura enogastronomica, e non solo, visto che ad esempio, dopo i saluti di rito delle autorità, c’è stata una piccola esibizione di un grande attore, capace di suggestioni altissime come Pino Petruzzelli.

Anche un modo per promuovere la Liguria e le sue eccellenze. Ci sono, ad esempio, gli stand di Assaggia la Liguria, con olio, vini e basilico, odore irrinunciabile del mangiar Ligustico, ma anche convegni su un personaggio che avrebbe bisogno di ben altra conoscenza, un ligure vero, capace, agli inizi del secolo scorso, lui, emigrato in America, di diventare il fondatore della Bank of America, quel Amedeo Peter Giannini veramente da riscoprire, anche in chiave romanzata o in un film. Un ligure, partito da Favale, entroterra genovese, diventato il salvatore dei più deboli, con un ruolo importante durante il piano Marshall, ma anche con grande visione imprenditoriale, con quella riservatezza tipica dei liguri, che non gli impedì di diventare uno dei più grandi banchieri al mondo, capace di combattere con quelli che sono stati i simboli del capitalismo statunitense, Morgan Stanley, ad esempio. Avremo tempo per tornarci e approfondire. Torniamo all’oggi. La giornata si è aperta, come detto, tra interventi e strette di mano di politici ed autorità, ma in piazza San Nicolò e nelle altre vie del centro storico di Pietra Ligure, sempre più bella e ben curata, centinaia, azzarderei migliaia di turisti e non solo, si sono aggirati tra i banchi e gli stand dei maestri cioccolatieri, di chi proponeva dolci da ogni regione d’Italia, mentre nelle vetrine facevano bello sfoggio i manifesti disegnati da un grandissimo illustratore, Massimo Fenati, capace di disegnare attorno alle eccellenze del food dei veri capolavori di umorismo e suggestioni. Non sono mancati gli Show Cooking e laboratori, tra cui quello di Chef Gioacchino La Mendola, che ha provato ad insegnare ai presenti come si realizza una torta degna di uno sposalizio. Difficile che qualcuno dei presenti voglia riproporre questa eccellenza del maestro, ma tant’è! Una menzione la merita Pino Petruzzelli, sempre grandissimo nelle sue interpretazioni. Il tema non era semplice questa volta, di Padre in Figlia ovvero di come la passione per la terra, in questo caso la viticoltura, possa trasmettersi in linea ereditaria da un padre ad una figlia. Difficile, ma non impossibile, visto che la testimonial di questa eredità è stata Caterina Vio, la figlia di Aimone, BioVio per gli appassionati di vini liguri, una vera eccellenza di Bastia d’Albenga, che dopo l’esibizione di Pino ha trovato a stento le parole, spesso tradita dalle emozioni, e questo ha reso ancora più suggestiva la sua testimonianza (anche a nome delle sorelle Camilla e Carolina), di come i valori si possano tranquillamente condividere e passare di mano da generazione a generazione, sempre per arrivare a quelle eccellenze che solo il mondo contadino può dare. Altro esempio di quanto detto, lo stand delle Pesche Michelini, eccellenza di Borghetto Santo Spirito diffusa in tutta Italia, con testimonial lo chef Giuseppe De Fecondo del St. George. Poi i premi alle migliori vetrine, non semplice per la giuria, anche perché tutti hanno in qualche modo voluto onorare un momento di festa, ed anche di rilancio degli eventi.Da due anni, causa covid, non si svolgeva Dolcissima Pietra, così come non si sono svolte tante altre manifestazioni capaci di trainare ed unire l’enogastronomia al turismo. Questa edizione ha voluto anche essere un inno all’ottimismo, una testimonianza che si può rilanciare questo settore che unisce agricoltura e turismo. Ultima annotazione, il pranzo per la Giuria, ai Bagni Lido, verso la fine del centro storico.simpaticissimi i gestori e il servizio al tavolo, ottime le portate, dal polpo ubriaco al tortino di porri e patate, passando per una gustosa insalata di mare fresca e saporita. Se a questo viene abbinata una bottiglia di vermentino di Paganini, di Perti, cosa si può volere di più da un sabato di metà settembre? Bravi gli organizzatori, Cristina Bolla e il marito Luciano Costa, ma bravi anche tutti quelli che in qualche modo hanno creduto a questa edizione del rilancio di Dolcissima Pietra e del suo contenitore Bellissima Pietra, dove la cultura rende ancora più gentile tanta dolcezza…

P.S. Alcune foto (le più belle) sono dell’amica e collega Claudia Oliva

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...