Dopo quattro secoli il saccheggio di Ceriale rivive in uno spettacolo teatrale

Una strana storia quella di Ceriale, città di mare col cuore in campagna che nella sua lunga e secolare esistenza ha vissuto le ambiguità di una fondazione in epoca romana mai veramente accertata e di un nome, il cui etimo è altrettanto conteso tra il console romano fondatore (tale Petilio Cerealis) e il covone di grano (cereali) che campeggiano entrambi, tanto per non sbagliarsi, sullo stemma della cittadina. Ed è pur vero che se ad Albenga, città limitrofa, basta dare un calcio in terra per portare alla luce tesori di origine romanica, nessuna vestigia di quell’epoca risulta reperita sul territorio della paludosa, come si sostiene fosse, Ceriale di quello stesso periodo. Venendo poi avanti nel tempo, ecco che Napoleone e le sue truppe si dedicano più a Loano, a Savona e alla Valbormida che alla cittadina del Bastione, che, neppure durante le due guerre mondiali, fu crocevia di particolare importanza strategica né tantomeno storica.

Un solo fatto storico riguarda Ceriale, ma è un accadimento lontano, tragico e nefasto, una ferita di cui il paese porta ancora oggi le cicatrici nella sua memoria. La notte del 2 luglio 1637, otto galee di pirati barbareschi provenienti da Algeri (il termine “turchi” è una semplificazione popolare) con cento uomini su ognuna (più della popolazione del paese che era di seicento anime) agli ordini di Celebes Alì (poi Ciribì, nella deformazione della parlata dialettale), approdano nella zona di levante, i pirati sbarcano e si dirigono verso il centro del paese dove mettono a ferro e fuoco la città con l’intento di rapire uomini e donne per chiederne il riscatto come era uso all’epoca. Quattordici cerialesi trovano la morte nello scontro mentre vengono rapiti sessantaquattro uomini, novantaquattro bambini e centoventicinque donne; praticamente metà dell’intera popolazione di Ceriale.

Considerando questi numeri in base alla popolazione, la tragedia cerialese è la più grave mai accaduta sulle due riviere nonostante siano state decine le cittadine costiere liguri colpite e depredate da pirati, tenendo conto, inoltre, che quella su Ceriale fu un’azione di ripiego dopo la resistenza e il respingimento di Borghetto Santo Spirito, bersaglio iniziale della ciurma barbaresca e il presunto miracolo della Madonna di Pontelungo albenganese che convinsero i pirati a ripiegare su Ceriale.

Per una settimana le otto galee rimasero alla fonda al largo del paese prima di ripartire per Algeri aspettando un imminente riscatto che avvenne solo dopo mesi e anni. Le donne ritornarono incinte e si mescolò la razza conferendo a Ceriale l’epiteto di Città dei Turchi che se all’epoca poteva ritenersi un insulto, ancora oggi è il tratto distintivo del paese.

Tutto questo rivive nello spettacolo teatrale, un reading recitato e musicato, che porta come titolo la data fatidica di quell’avvenimento “2 luglio 1637” ad opera dello scrittore giallista cerialese Maurizio Pupi Bracali, che come altre volte, abbandonando l’ispettore Calcagno, protagonista di dodici romanzi gialli che gli hanno dato la notorietà, si dedica al teatro con questa rappresentazione  messa in scena già tre volte più una quarta esclusivamente per le scuole di Ceriale.

Affidato a Giorgio Caprile, protagonista, regista e adattatore dell’opera con l’ausilio del giovane e promettente attore Eugenio Ripepi, un corpo di ballo femminile e musiche pertinenti, lo spettacolo si svolge su due diversi piani temporali: un uomo adulto di oggi ricorda e racconta quella storia partendo da lontano con un excursus sulla pirateria nel ‘500 e nel ‘600 nel Mediterraneo ricca di riferimenti all’attualità di oggi e a situazioni letterarie, cinematografiche e autobiografiche vissute dall’autore in una sorta di identificazione nella vicenda a posteriori, mentre un ragazzo cerialese del 1637, un giovane contadino nella fattispecie, vive in prima persona il dramma del saccheggio del paese.

Nonostante la tragicità della vicenda. il testo, basato sia su fatti storici reali, sia su antiche leggende popolari, nonché sulla fantasia del suo autore, è piacevole e leggero con più di un momento che sfiora l’umorismo strappando anche un sorriso, mentre altre situazioni inducono più di una volta alla commozione.

Lo spettacolo “2 luglio 1637”, voluto dal CIV “InCeriale” (Centro Integrato di Via) in collaborazione col Comune di Ceriale, andrà in scena a ingresso libero a Ceriale in Piazza della Vittoria alle ore 21.30 di domenica 1 luglio 2018, in occasione del 381° anniversario del tragico evento.

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...