Ecco i migliori vini liguri secondo Slow Wine 2020

La presentazione avverrà a Montecatini Terme il 12 ottobre, nel frattempo Slow Wine 2020, ha anticipato quelli che saranno i vini premiati e lo stato dell’arte della viticoltura, regione per regione. Ecco il capitolo, con relativi vincitori, riguardante la Liguria. In evidenza sia il Levante che, nemmeno troppo a sorpresa, l’estremo Ponente, dove Dolceacqua con il suo Rossese, la fa da padrona.

Non si può dire che la Liguria sia una regione che in questi 10 anni ha conosciuto una vera e propria rivoluzione, però i cambiamenti non sono stati pochi, almeno dal nostro punto di vista, e ci pare che abbiano investito di più il Levante che il Ponente.

A est, infatti, registriamo una lenta ma costante crescita di produttori che desiderano affidarsi un po’ meno alla tecnica enologica, fatta di refrigerazioni spinte e di uso di additivi, per andare verso bianchi più distesi, forse meno grammaticalmente perfetti, ma ambasciatori del territorio più veraci.

Sul vitigno vermentino si è lavorato con maggior successo, conferendogli un’identità precisa, meno larga e dolce che in Toscana, più dritta, forse scarna, ma comunque di grande valore.

Sempre a Levante, il territorio che più ci affascina, ma che al contempo più ci fa arrabbiare, è quello delle Cinque Terre. Zona vocatissima, capace a nostro parere di sfornare alcuni tra i bianchi di maggior valore di tutta la penisola: i primi a non crederci, purtroppo, sono gli abitanti del posto, e diciamolo, anche le autorità che governano sui cinque borghi incantati e lo stesso Parco Nazionale, che vive ormai da alcuni anni una fase di totale impasse.

Com’è possibile tollerare un assalto dei paesi da parte dei turisti, che come cavallette impazzite si rimpinzano di spritz e cocktail, mentre la maggior parte dei locali non offre un bicchiere “vero” di Cinque Terre, e preferisce piuttosto il quartino spacciato come Doc? Insomma, noi ci crediamo, continuiamo a crederci, ma è ora di darsi una sveglia perché l’abbandono dei vigneti è continuo e inarrestabile: è come essere seduti sopra una pentola di monete d’oro e non accorgersene perché si ha la pancia già troppo piena.

A Ponente la zona che in questi 10 anni è stata investita da una vera e propria rivoluzione è quella del Dolceacqua, il rosso ligure per eccellenza. Qui un gruppo affiatato di vignaioli ha saputo proporre un numero sempre maggiore di vini convincenti sia per tecnica, sia per finezza espressiva, che riportano nel bicchiere un vitigno estremamente affascinate nella sua unicità. Anche la scelta di individuare le vigne più importanti e chiamarle con lo storico termine nomeranze ha aumentato, a nostro avviso, il fascino del Rossese, valorizzando anche la sua definizione territoriale.

Il Pigato rimane una sicurezza, con cantine che ricercano declinazioni sempre più artigianali, esaltando la plasticità del vitigno e la sua capacità di regalare un sorso fortemente mediterraneo, giocando più sulla sapidità che sull’acidità.

In definitiva, come per alcune altre regioni italiane costiere (pensiamo ad esempio alla Sardegna), la fortuna, ma al tempo stesso anche la sfortuna, della Liguria è il suo essere meta di turisti più interessati al mare che alla gastronomia, fatto che da un lato aiuta i produttori a vendere praticamente tutto il vino in casa, dall’altro impedisce loro di aprirsi al mondo, limitando il confronto con altri territori: una dinamica che è sempre molto rischiosa. Siamo molto fiduciosi, però, perché esiste una schiera di giovani vignaioli, che noi speriamo di aver individuato in questi anni, che non si accontenta e ricerca ossessivamente una genuina qualità territoriale nei vini.

VINO SLOW 

Bianco 2017, Testalonga

Cinque Terre 2018, Possa

Riviera Ligure di Ponente Pigato 2018, Maria Donata Bianchi

Rossese di Dolceacqua 2018, Terre Bianche

Rossese di Dolceacqua Luvaira 2017, Maccario Dringenberg

GRANDE VINO

Harmoge 2015, Walter De Battè

Riviera Ligure di Ponente Pigato U Baccan 2017, Bruna

Oua 2017, La Ricolla

Riviera Ligure di Ponente Pigato l’Ottava Meraviglia 2018, Cascina delle Terre Rosse

Ottaviano 2018, Ottaviano Lambruschi

VINO QUOTIDIANO

Felce Bianco 2018, La Felce

Lumassina 2018, Sancio

Ormeasco di Pornassio 2018, Cascina Nirasca

Riviera Ligure di Ponente Pigato 2018, Durin

Rosso Rupestro 2018, Il Monticello

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...