A Feglino i problemi e i successi dei tartufai liguri

Una giornata all’insegna del tartufo, quella di domenica 18 al ristorante il Portico di Feglino, che ha visto la festa dei quasi 150 tartufai e tartuficoltori iscritti all’associazione regionale presieduta da Maurizio Bazzano. Una festa che è stata anche occasione di fare il punto sui problemi e sui successi che i tartufai liguri stanno affrontando. E durante il pranzo nelle formaggiere, anzichè parmigiano c’era tartufo nero grattugiato…

 

Seduti alle allegre e vocianti tavolate anche alcuni ospiti e amici dell’associazione, da Vincenzo Bertino, presidente della Confcommercio savonese e membro della Camera di commercio delle Riviere, a Paolo Corsiglia, della Coldiretti  di Genova e della Camera di commercio genovese, da Gianluigi Granero, presidente della Lega Coop, a Luigi De Vincenzi, consigliere regionale. L’assessore regionale all’Agricoltura Stefano Mai ha inviato i suoi saluti e gli auguri di un buon lavoro. I problemi dei tartufai liguri (oltre alla siccità, ma questo è un “rischio di impresa”)? A rispondere è Maurizio Bazzano: “La concorrenza dell’Est Europa, per prima cosa. Noi non siamo contro la concorrenza, ma siamo convinti di avere un prodotto che non ha eguali, capace di competere con Langa, Marche, Umbria e Abruzzo, sia per quel che riguarda il tartufo nero che per il bianco.  Il prodotto italiano, però, essendo una vera eccellenza, ha un costo maggiore di quello dell’Est o dell’Asia. Ecco, noi chiediamo la tracciabilità del prodotto, una sorta di carta di identità che garantisca il consumatore spiegandogli da dove viene il nero o il bianco. In più ci sono problemi di burocrazia e fiscalità da risolvere”, spiega il presidente. Sul fronte del successo il lento, ma costante, utilizzo che i tartufi stanno ottenendo in cucina (non solo i bianchi, spesso inavvicinabili per prezzo), ma anche i più accessibili, e non meno buoni se lavorati bene, neri. “E’ necessario che questa eccellenza sia valorizzata al meglio anche in chiave turistica. Una regione come la nostra deve puntare sulle nicchie turistiche, e l’enogastronomia, con le sue eccellenze, è tra queste”, commenta Bertino. Sulla stessa linea di pensiero Corsiglia: “Il nostro agroalimentare può finalmente diventare la vera alternativa al turismo balneare, l’entroterra che va in simbiosi con la costa per un nuovo turismo”. Soprattutto, ma questo sarà il tema di una prossima riflessione, c’è bisogno di valorizzare non solo il prodotto, ma anche il piatto reso più prezioso dal tartufo. Una alleanza tra tartufai, tartuficoltori (a loro il compito di riportare in vita tartufaie dimenticate) e cuochi (o chef, se volete). E a proposito di piatti un plauso a Germano Scosseria, “boss” della cucina del Portico, e alla sorella Milena per la gentile e calorosa ospitalità. Da applausi la fine delle giornata  con la grande torta per festeggiare  35 anni dell’Associazione Tartufai e Tartuficoltori. E arrivederci a Millesimo a settembre con la tradizione festa del tartufo (per quel che mi riguarda, per quanto importa, gli amici tartufai li rivedrò prima…).

 

QUESTO IL MENU’

Antipasti

Cestino briseé con FondutaeTartufi; Le Focaccine eil Taglieredel “Portico”; Tomino in velo di Sesamo con Lardo e Basilico DOP; Flan ai Porri del nostro entroterra; Pourpier in pioggia di Nocciole e scaglie di Grana

Primi piatti

Tajarin al Tartufo; Cuori dello Chef

Secondi Piatti

Terrina di Maiale agli aromi di Liguria; Faraona al profumo di Arance del Finalese

Dolce

Vivai Tartufai

 

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About the Author

Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...