Festa di compleanno ad Alassio per il brend Arascin

La figura stilizzata, di schiena, un po’ alla Corto Maltese, che cammina sulla spiaggia di Alassio, Gallinara sullo sfondo. E’ l’immagine de L’Arascin, un brend che, nel nome di Francesco Scarpati, geologo alassino scomparso due anni fa, vuole diffondere l’immagine di Alassio e, nel contempo, dare vita ad un Museo del Mare. Un progetto, o meglio, un sogno ambizioso che il geologo alassino accarezzava da anni, un posto dove sistemare valigie piene di minerali, carte, studi. Lo scorso anno, a luglio, il marchio era stato presentato allo Zero Beach, quest’anno si festeggia il compleanno il 14 luglio al Caffè Balzola.

In quest’anno Dolores D’Avanzo, compagna degli ultimi anni di vita, dopo aver creato il brand L’Arascin, ha dato vita ad uno store in via Milite Ignoto (il vicolo che unisce l’U’Brecche con la piazzetta del Balzola) dove trovare una serie di oggetti, tutti ecocompatibili, visto l’impegno ecologico di Francesco Scarpati, che vanno dai quaderni alle borse da mare, dai giochi scientifici agli astucci in canapa, dalle penne ai colori, ma anche vini liguri (prodotti dall’azienda Gagliolo di Stellanello), olio, patè di olive, creme e unguenti di Argan e Ambra nordafricane. Non un negozio, ma un punto di riferimento dove il ricavato servirà per creare il Museo del Mare. “Per festeggiare il primo compleanno dell’Arascin si è pensato ad una serata particolare, tra storia e futuro. Da Balzola, dove agli inizi del secolo scorso è nato il cafè chantant e, un secolo fa, il Bacio di Alassio, martedì 14 luglio andrà in scena un compleanno con la voce di Sara Rocco, quasi a riproporre le atmosfere del cafè concerto di un tempo. L’apericena sarà a cura di Balzola, Graf, Mezzaluna, Movida, Furcina, tutti insieme per una serata che ha il compito di fare conoscere sempre di più il brand Arascin, un marchio che ha finalità non di guadagno, ma di sviluppo del territorio. Uno sviluppo all’insegna della sostenibilità, così come sognava Francesco Scarpati”, racconta Dolores.

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...