Fiera Fredda a Borgo San Dalmazzo con protagonista le lumache delle Alpi Marittime

Dal 4 al 9 dicembre torna a Borgo San Dalmazzo la Fiera Fredda, storica manifestazione (è arrivata all’edizione numero 449) che unisce l’enogastronomia tipica con la cultura e la tradizione del territorio. Regina della fiera è la lumaca Helix Pomatia Alpina che ha trovato il suo habitat naturale nei boschi delle Alpi Marittime. Appuntamento speciale il 5 dicembre con il mercato nazionale della lumaca ed il grande

 

La giornata clou, come detto, sarà mercoledì 5 dicembre con il grande mercato per le strade cittadine, ma la città sarà animata in tutto il periodo fieristico, dal 4 al 9 dicembre, all’interno del padiglione attrezzato di Palazzo Bertello con appuntamenti ed eventi che puntano a far conoscere l’immagine della città, delle vallate del circondario, i prodotti locali, con particolare attenzione all’helix pomatia alpina, e le eccellenze eno-gastronomiche.  In particolare il padiglione centrale della manifestazione prevede la presenza di stand dei vari comuni delle vallate che convergono su Borgo San Dalmazzo i quali distribuiscono i loro piatti tipici, autentiche eccellenze locali. Visto poi il grande successo delle ultime edizioni, saranno presenti in Fiera i birrifici artigianali e parteciperanno alla Fiera gli stand di alcune regioni italiane e di alcune nazioni europee.

 

LA FESTA PATRONALE

Agli inizi del X Secolo i Saraceni, attestati al Fraxinetum(oggi La Garde-Freinet nel golfo di Saint Tropez), con le loro scorrerie risalirono la Valle Roja e le altre valli delle Alpi Marittime arrivando fino a Pedona, dove devastarono il territorio e saccheggiarono la grande abbazia benedettina sorta sulla tomba di San Dalmazzo, distruggendo anche i documenti, gli antichi manoscritti e la biblioteca. Per mettere al riparo le reliquie del santo e dei compagni,martirizzati con lui alla metà del III secolo d.C., il Vescovo di Asti Audace fece trasferire le casse reliquiarie a Quargnento, vicino ad Alessandria, nella Chiesa di S. Secondo che, da allora, venne intitolata a San Dalmazio. Lì rimasero per oltre due secoli e mezzo. Le reliquie attirarono grandi folle di pellegrini e contribuirono a promuovere lo sviluppo dell’abitato, del castello e di un grande mercato ad onore di San Dalmazzo, come attestanodiplomi imperiali e reali. Sul reliquiario di marmo venne scolpita la scritta ‹‹Hic requiescit corpus sancti Dalmatii martyris, quod Hic Audax episcopus posuit››. Passata la bufera dei Saraceni, l’Abbazia di Pedona venne ricostruita tra il 1156 e il 1160 e divenne potente e fiorentetanto da ospitare l’8 agosto 1162 un convegno diplomaticocui partecipò l’Imperatore Federico Barba Rossa. Fu allora che Borgo Chiese con decisione la restituzione delle reliquie e dopo ampie discussioni ci si accordò per lasciarne unaparte a Quargnento ed il restante a Borgo. Il ritorno delle reliquie avvenne il 12 settembre 1174 e da quell’anno il comune decise di ricordare ogni anno questo evento memorabile con una festa che si è, per secoli, celebrata la seconda domenica di ottobre. È in quel periodo che la città diventò Borgo San Dalmazzo in onore del Santo patrono.

 

 

Condividi su

About the Author

Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...