Finale, teatro, poesia e musica alla Fortezza ritrovata

Si intitola LA FORTEZZA RITROVATAla serie di eventi e appuntamebti che, curata dall’Associazione Culturale E20, offre teatro e musica alla Fortezza di Castelfranco oltre a spazi museali, ristorante, area catering attrezzata e una piccola struttura ricettiva. Un ricco programma che corre lungo l’intero anno e che vede alternarsi mostre, rassegne musicali, congressi, visite guidate alla Fortezza, laboratori didattici, eventi fieristici, incontri tematici, rassegne letterarie, spettacoli teatrali. L’obiettivo del progetto è di restituire a Finale, e alla Liguria, uno spazio che nella storia ha rivestito un ruolo importante, rendendolo nuovamente parte integrante del tessuto sociale come punto di riferimento identitario e culturale; un luogo dove cittadinanza, turisti, ospiti italiani e stranieri possano trovare accoglienza, servizi e attività pensate per richiamare e dialogare con le diverse tipologie di pubblico; un luogo che oltre ad offrire un panorama di incomparabile bellezza si offra come luogo di incontro, ritrovo, arricchimento.

 

Da giovedì 28 giugno prende il via TEATRO IN FORTEZZA, la prima rassegna teatrale ospitata dalla Fortezza di Castelfranco. La rassegna, composta da 7 spettacoli, si svolge nel corso dei quattro mesi estivi: giugno, luglio, agosto e settembre e vede in scena compagnie liguri, piemontesi e romane. Frutto di un lavoro orientato alla scoperta di lavori quasi mai rappresentati in Liguria, TEATRO IN FORTEZZA intende offrire agli spettatori uno sguardo improntato alla curiosità, motore primo per la frequentazione di un’arte che nei secoli ha sviluppato e molto modificato il propriolinguaggio e che pur nel cambiamento continua ad offrire una lente di ingrandimento -e di divertimento- per leggere la realtà che ci circonda. Il teatro quindi come ‘traduttore’ di passioni, situazioni, problemi che toccano tutti noi. Altre linee portanti del TEATRO IN FORTEZZA sono la grande attenzione posta al lavoro dell’attore e alla contaminazione: musica, attualità, poesia, saranno in dialogo continuo con testi classici e contemporanei; un approccio necessario e utile per la lettura di una realtà che sempre più spesso sembra andare verso la riduzione della complessità a pochi elementi, nel tentativo di uniformare, irreggimentare, semplificare. Il rapporto con il pubblico è poi uno degli elementi a cui si è posta attenzione in particolar modo verso quello più giovane che spesso fatica a individuare strumenti utili alla ‘lettura’ del mondo,e il teatro sembra oggi uno dei luoghi in cui l’avvenire qui e ora permette un autentico rapporto con chi osserva. Infine si è scelto di intersecare i temi, passando dal teatro ‘civile’ che affronta argomenti contemporanei e quotidiani a testi poetici che indagano le grandi passioni, alla storia letterariasu cui l’Occidente ha fondato la propria cultura.

 

Ad inaugurare TEATRO IN FORTEZZA sarà, giovedì 28 giugno alle 21.30, la

Compagnia torinese GenoveseBeltramo con IO SONO LA LUNA ‘Percorsi sull’obesità, scritto e diretto da Savino Genovese con Viren Beltramo e Savino Genovese, costumi di Roberta Vacchetta, produzione Compagnia GenoveseBeltramo’. Uno spettacolo che pur trattando un tema serissimo fa ridere, fa ridere molto, offrendo punti di vista esilaranti senza mai venir meno all’impianto scientifico da cui ha preso le mosse. L’obesità è il punto di partenza da cui GenoveseBeltramo sono partiti per affrontare con più ampiezza il tema della dipendenza; un tema che sembra sempre riguardare poche persone ecomunque ‘distanti’ e che invece, sotterraneamente, si infila nelle vite di tantissimi anche a noi vicini con aspetti sempre diversi: dipendenza da social, gioco, amore, tecnologie, sostanze,shopping, cellulari….un’insaziabilità che fa male, che se non distrugge la vita la rende difficoltosa, parziale, costretta.

Lo spettacolo mescola aspetti autobiografici scritti da chi sa cosa significhi essere stato un ragazzo obeso a testimonianze, studi, dati, rilevazioni per raccontare la storia di un uomo e unadonna che vivono il proprio percorso sull’obesità in maniera speculare.

Sergio, obeso solo da ragazzo e Melania, obesa solo in età adulta, hanno due vite e due caratteri molto diversi. Entrambi offrono allo spettatore un fitto ventaglio di punti di vista su uno dei mali più pericolosi e ignorati del nostro tempo. La soluzione al problema dell’obesità, sia vera, sia traslata nelle diverse dipendenze, è ancora lontana da venire; lo spettacolo offre un suggerimento, che certamente si innesta in qualsivoglia percorso di presa di coscienza del problema e cheha come fulcro l’amore.

Uno spettacolo che si avvale di costumi strepitosi che permettono agli attori in scena di passare da unasituazione visibile di ‘obesità’ a unacondizione più sana.

“Uno spettacolo ricco di immagini, situazioni divertenti, precisi monologhi brillanti, toccanti o esilaranti (..) i due brillanti interpreti, tra momenti di effervescente comicità e frangenti di amara consapevolezza, catturano totalmente lo spettatore. Obesità è una parola“ingombrante”, svela sovrabbondanze emotive e sociali. Romantico, malinconico, divertente,toccante e forse inaspettato, ”Io sono la luna”, scritto e diretto da Savino Genovese, è un percorso dentro e fuori l’obesità”.

Caterina Matera | Dramma.it

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...