Foto in quarantena Fase Due N. 8

FOTO IN QUARANTENA si evolve e diventa FASE DUE. Ovviamente con una nuova numerazione. Come sempre Paolo Tavaroli, instancabile anima del Circolo Fotografico San Giorgio, racconterà uno scatto fatto da un associato (ma vista la situazione accoglieremo anche scatti di non associati) senza tanti fronzoli, solo perchè, anche i fotografi possono e devono fotografare anche in casa e da casa, senza uscire, ma cercando situazioni significative. Ed ecco lo scatto numero 8 con la descrizione di Paolo.

“A chiunque abbia lavorato a scuola è capitato di vedere un corridoio vuoto sorvegliato da una collaboratrice. La mascherina colloca la foto di Rita Baio in questo preciso momento storico; l’attualità in cui la scuola non è chiusa, peggio, è mutilata. Salvezza dall’epidemia non in discussione, egregio ruolo di collante sociale svolto dalla Didattica a Distanza neppure, impegno di tutti soprendente ed encomiabile; ma un istituto in “carne ed ossa” è altro da una scatola con un presidio di sicurezza e non può vivere senza socialità e presenza. Proprio come gli uomini, ci avvisano gli psicologi, peraltro in buona compagnia con filosofi e teologi. 

Le parole e le immagini si cercano eternamente, diceva Goethe, come in questa malinconica immagine, osservando la quale sembra di sentire l’eco di un vociare di studenti, l’eloquio di un prof, le onde sonore di confidenze adolescenziali, il suono della campanella…ma lontano, molto lontano. In fondo a quel corridoio, oltre quella finestra che si affaccia suoi nostri ricordi, sulle nostre speranze. E’ il riverbero del cuore a fornire in realtà le parole, perché la scuola è muta, quasi imbavagliata, come la simpatica bidella. 

Una esperienza – quella vissuta e proposta dalla brava fotografa del S. Giorgio e docente delle superiori alla nostra riflessione-  che si augura preziosa per rivalutarne seriamente il valore, ripensarne coraggiosamente  le strutture, riaccendere tutto con intelligenza e rinnoata passione da parte di tutti”.

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...