Foto in quarantena N. 12

Si chiama FOTO IN QUARANTENA e sostituisce, per qualche settimana, la consueta rubrica del Circolo San Giorgio. Paolo Tavaroli, instancabile anima del Circolo, racconterà uno scatto fatto da un associato (ma vista la situazione accoglieremo anche scatti di non associati) senza tanti fronzoli, solo perchè, anche i fotografi possono e devono fotografare anche in casa e da casa, senza uscire, ma cercando situazioni significative. Ed ecco il dodicesimo scatto con la descrizione di Paolo.

 

I moderni dispositivi di comunicazione tanto vituperati e considerati dannosi alla vita sociale, ne sono invece diventati una delle espressioni più importanti, per sopportare la Quarantena, per non sentirsi isolati, per lavorare e sentire parenti e amici più vicini. Chi non è stato profondamente toccato dall’infermiere e dal medico che hanno raccontato di aver procurato un tablet al moribondo isolato in terapia intensiva, affinché potesse salutare un ultima volta i suoi cari?

E’ su questo tema che si sofferma il bel ritratto di Mariella Buccinnà (C.F. San Giorgio). Lo intitolerei “Non come in uno specchio”, nella speranza che il flusso enorme di informazioni che analizziamo e siamo chiamati a gestire ai tempi del virus, non ci trovi passivi, non finisca per alimentare una ulteriore vena di narcisismo di cui non abbiamo davvero bisogno, ma permetta una presa di coscienza. Come ha detto splendidamente papa Francesco: “E’ tempo di prendere sul serio ciò che è serio!”

Il  ritratto, nelle mani dei bravi fotografi, non è solo questione di estetica, ma ha proprio questa capacità, di introdurre riflessioni sociali di prima e fondamentale importanza”.

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About the Author

Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...