Foto in quarantena N. 26

Si chiama FOTO IN QUARANTENA e sostituisce, per qualche settimana, la consueta rubrica del Circolo San Giorgio. Paolo Tavaroli, instancabile anima del Circolo, racconterà uno scatto fatto da un associato (ma vista la situazione accoglieremo anche scatti di non associati) senza tanti fronzoli, solo perchè, anche i fotografi possono e devono fotografare anche in casa e da casa, senza uscire, ma cercando situazioni significative. Ed ecco lo scatto numero 26 con la descrizione di Paolo.

Sembra una foto d’amore, una di quelle che tutti scattano per riporle nella scatola di famiglia, per i ricordi degli affetti e per i parenti. Sembra. In effetti è anche una tenera foto ricordo. Ma guardiamola meglio. 

Io vedo un viaggio nel desiderio: dolcezza forse, ma ben poca quiete. “Calma non può esserci nell’amore, perché quel che si ottiene è sempre solo un nuovo punto di partenza per desiderare di più”, ci ricorda Marcel Proust, con ragione.

Mentre si aspetta con più forza il futuro – qualcuno poco attento per ritornare ad una presunta normalità; altri per mettere alla prova sé stessi con valori ritrovati- c’è qualcuno che è il futuro. Qualcuno è l’Arca della vita nuova, qualcuno il segno dell’alleanza rinnovata con la vita, in collaborazione con l’impaziente papà e ritrovato fotografo del San Giorgio. 

Luca Mazzara, dalla intimità che condivide con Ilaria e Pietro,  ci ha regalato un’icona del nuovo mondo. Come spesso accade,  sotto il nostro naso mentre guardiamo altrove”.

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...