Foto in quarantena N.3

Si chiama FOTO IN QUARANTENA e sostituisce, per qualche settimana, la consueta rubrica del Circolo San Giorgio. Paolo Tavaroli, instancabile anima del Circolo, racconterà uno scatto fatto da un associato (ma vista la situazione accoglieremo anche scatti di non associati) senza tanti fronzoli, solo perchè, anche i fotografi possono e devono fotografare anche in casa e da casa, senza uscire, ma cercando situazioni significative. Ed ecco il terzo scatto con la descrizione di Paolo, che da fine teologo, va oltre la semplice descrizione tecnica.

“Le maestre sono state le prime ad aderire all’idea di protezione dei più piccoli che non fosse solo “stare a casa” ma un messaggio giocoso e rassicurante per loro. Uno stile che li coinvolgesse, recuperando un contenuto bello e alto. Abbiamo una scuola migliore di quanto la si descriva. Il loro simbolo si è immediatamente diffuso tra gli adulti. Simonetta Etzi del Circolo Fotografico S. Giorgio, dal balcone di casa si è concentrata sul simbolo noachico dell’arcobaleno, abbinandolo giustamente ai figli del vicino di casa, corretto segno di speranza per il futuro che tutti desideriamo più intensamente e desideriamo, malgrado le realistiche preoccupazioni, come un futuro migliore. 

Nel racconto parabolico e poetico del Diluvio universale, l’arcobaleno è il primo inizio della “salvezza” offerta da dio, il primo segno di una alleanza nuova che vuole cominciare ad aiutare gli uomini a guardare avanti. Essi dopo i terribili sconvolgimenti dell’ordine naturale (che cosa saranno mai state le semplici catastrofi naturali dell’epoca antica a confronto con le catastrofi generate dall’uomo moderno?) si erano volti  indietro a considerare che avevano sbagliato strada, dimenticandosi dell’armonia che dio aveva creato fuori da loro, per loro e in ciascuno di loro. Immancabile tentazione della creatura, specie quando non capisce la complessità o è alle prese con l’età che avanza o con le proprie paure, per sé stesso e per i propri cari. Le sacre scritture, pur non negando l’errore della libertà umana, anzi mostrando realisticamente ogni orrore dell’umanità deviata, compreso e soprattutto quelli religiosi e dei religiosi, cominciano in questi primi racconti a incoraggiare l’uomo a intraprendere un viaggio interiore che, attraverso i racconti della splendida biblioteca biblica, con fede e intelligenza unite e armonizzate in un sempre originale presente,  lo porti a guardare avanti, verso la realtà di una pace ritrovata nell’incontro nuovo con dio nel suo Cristo e in sé stessi. Il sogno è ancora e sempre possibile.

Si, spesso i fotografi non si rendono conto appieno di che cosa combinano coi loro scatti. O forse Simonetta ne era misteriosamente consapevole. Seguendo l’ ispirazione che è dio in loro, possono produrre in un cuore attento e riflessivo, l’inizio o la prosecuzione di quel cammino.

Per chi volesse rileggere il racconto di Noè: Genesi 6-9, 17. In sintesi: -Disse Dio a Noè: “Questo è il segno dell’alleanza che io ho stabilito tra me e ogni carne (=persona) che è sulla terra”. 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...