Foto in quarantena N. 30

Si chiama FOTO IN QUARANTENA e sostituisce, per qualche settimana, la consueta rubrica del Circolo San Giorgio. Paolo Tavaroli, instancabile anima del Circolo, racconterà uno scatto fatto da un associato (ma vista la situazione accoglieremo anche scatti di non associati) senza tanti fronzoli, solo perchè, anche i fotografi possono e devono fotografare anche in casa e da casa, senza uscire, ma cercando situazioni significative. Ed ecco lo scatto numero 30 con la descrizione di Paolo.

Secondo David Duchemin – foto divulgatore da traduzioni in 12 lingue e molteplici edizioni dei propri testi- le foto iconiche non sono state scattate in luoghi speciali. Non si può aggiungere un simbolo a un simbolo. Dipenderebbero piuttosto da “fortuna” riscossa a posteriori, oppure da una abilità di trarre un’immagine speciale da un luogo banale. 

E’ quello che spera di aver realizzato Gianni Arnaldi – un altro fotografo del S. Giorgio ingauno in grande crescita- fotografando dall’autobus su cui lavora un angolo ordinario della Stazione Ferroviaria, al capolinea. 

Associare immagine e parole, frapporre il “filtro” di un vetro di separazione, cogliere un momento adatto e fermare quel movimento al punto giusto dell’inquadratura, allo scopo di far transitare una scena banale da una generica e un po’ fuorviante sensazione di dominio (da cui è partita la storia della fotografia) ad un maggiore senso di indeterminatezza e mistero, più adatto alla narrazione di tempi segnati dall’incertezza, non è una operazione scontata. Gianni non ha scattato “su qualcosa” ma oltre che “su qualcosa” e la sua immagine strappa un secondo sguardo… e altri li merita”.

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...