Garlenda, alla Garilinda il gusto emozionale della tradizione

Ci sono poche cose che regalano certezze, una è, senza dubbio la tradizione del gusto. E tra i molti luoghi che regalano certezze Garilinda, trattoria (parlare di ristorante sarebbe offensivo per questo locale di tradizione) che dal 1964 attira a Garlenda migliaia di clienti di ogni estrazione sociale, dagli operai ai golfisti del vicino golf club, ai turisti della costa, è un caposaldo.

Un menù che non cambia, che non cede alle mode (se non con impercettibili variazioni), con la famiglia Callisti che guida, in cucina e in sala, una formula gastronomica di antico successo. I gourmet parlano spesso di “cucina emozionale” guardando ai piatti fantasiosi e raffinati degli chef stellati, però non possiamo dimenticare che “cucina emozionale” sono anche le madeleine di Proust, dolcetti che riportano al passato chi li gusta. Garilinda è tutto questo. Nel menù non possono mancare le tagliatelle alla Garilinda, un trionfo degli Anni ‘80, con le tagliatelle condite con un sugo panna, pancetta, funghi, zafferano, rosmarino, trionfo di colesterolici grassi (ma tanto buone, non me ne vorranno gli amici chef stellati o poco meno), ma a parte questo la carta presenta sempre ottimi ravioli casalinghi, spesso pansotti con sugo di noci, tagliolini al salmone (buonissimi nonostante il pomodoro), e nei secondi coniglio alla ligure, cinghiale, arrosto, moscardini con patate e piselli, patate fritte (quelle vere, non surgelate), carotine ed erbette, tutto lavorato dal cuoco (ultima generazione dei Calissi), con una grade capacità manuale e rispetto delle materie prime. Sontuoso il balletto degli antipasti, con torte verdi, torte salate senza verdura, verdure ripiene e tanto altro ancora. Tutto preparato in casa. Unica scivolata i dolci, quasi tutti artigianali ma non casalinghi. I prezzi? Commoventi. Si va dai 15 euro per un pranzo domenicale da primo, secondo, contorni, dolce, bottiglia di vino sfuso, acqua e caffè, ai 20/25 con gli antipasti (ammesso che dopo antipasti e primo si riesca a mangiare il secondo). Per i bambini, nella bella stagione, un bel giardino con altalene e scivoli, clientela simpatica, con la voglia di socializzare, servizio ai tavoli veloce, simpatico ed empatico. Una madeleine, insomma.

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...