A Genova una mostra fotografiche sugli orrori della Grande Guerra

Martedì 14 novembre 2017 alle 18, alla Commenda di Prè, verrà inaugurata la mostra fotografica “Si combatteva qui! 1914 – 1918 sulle orme della Grande Guerra dalle Alpi ai Carpazi”, con il patrocinio della Commissione Europea e di Regione Liguria e Comune di Genova, organizzata da Alessio Franconi, avvocato e fotografo, in collaborazione con Mu.MA, Associazione Promotori Musei del Mare e della Navigazione e Cooperativa Solidarietà e Lavoro.  Un’esposizione per comprendere il costo dei conflitti, 90 fotografie sui campi di battaglia della Prima Guerra Mondiale così come sono oggi, luoghi di testimonianza di storie di diverse etnie impegnate in un tragico conflitto.  Per l’apertura, interverrà il Coro Alpino Soreghina della Sezione ANA di Genova, ingresso libero fino ad esaurimento posti. Visitabile fino a martedì 2 gennaio 2018. Alessio Franconi ha scelto come sede espositiva il Museoteatro della Commenda, perché questo gioiello medioevale di singolare bellezza che un tempo accoglieva i pellegrini in viaggio per la Terrasanta, è il simbolo dell’accoglienza e della fraternità. Valori sempre attuali, che dovrebbero servire per evitare guerre e conflitti fratricidi come quello che fu la Grande Guerra.

La Grande Guerra fu uno dei più sanguinosi conflitti della storia umana, con più di dieci milioni di perdite tra i militari e circa sette milioni di caduti civili senza contare l’immane numero dei feriti. In quegli anni, i militari morti venivano sepolti subito, e non avendo ancora la piastrina identificativa e non esistendo ancora la prova del DNA, molti furono i dispersi che non furono mai ritrovati. Per onorare questi uomini d’arme, il Governo Italiano nel 1921 approvò una legge per la costruzione di un monumento dedicato a tutti i soldati italiani morti in guerra; il celebre monumento al Milite Ignoto che fu costruito a Roma all’Altare della Patria. Nella tomba fu deciso di accogliere i resti di un caduto ignoto, con i più alti onori.

La scelta della salma cui dare solenne sepoltura, fu affidata a Maria Bergamas, madre di Antonio Bergamas, volontario irredentista di Gradisca d’Isonzo, che aveva disertato dall’esercito austroungarico per unirsi a quello italiano e che era morto in combattimento senza che il suo corpo fosse stato mai ritrovato.

Il corpo del soldato, fu scelto nella basilica di Aquileia. Maria Bergamas fu condotta di fronte a undici feretri allineati. Dopo essere passata davanti ad alcuni di essi, gridando il nome del figlio, si accasciò d’improvviso al suolo davanti a quella che divenne la salma prescelta.

La bara così selezionata fu deposta su un carro funebre ferroviario, sopra un affusto di cannone,  commovente fu il trasporto, il viaggio del treno del Milite Ignoto Italiano,  dalla provincia di Udine  a Roma. Molti gli italiani che attesero, a volte anche per ore, il passaggio del convoglio per  rendere onore alla salma del Milite Ignoto.

La mostra ha lo scopo di ricordare le sofferenze di chi ebbe a combattere quella Guerra e di non dimenticare il costo del sacrificio umano, guidando il visitatore ad una più profonda comprensione del valore della pace e dell’Unione Europea che da oltre 70 anni previene il crearsi di nuovi conflitti armati.

Una mostra che spiega la Grande Guerra, che i libri scolastici e i professori spesso non approfondiscono, mostrando i luoghi dei combattimenti. Una guerra a corpo, con continui assalti in trincee inespugnabili, episodi tragici, orrori, drammi e disumanità.

Per Alessio Franconi “è stato un insegnamento di vita, un percorso introspettivo verso una maggior comprensione del valore della pace, vedere dal vivo i luoghi della Grande Guerra è un’esperienza faticosa e dolorosa dal momento in cui ancora si possono vedere le ossa sparse sui campi di battaglia”.Campi che sono così come sono oggi, a distanza di cento anni, esposti in tecnica fotografica in bianco e nero al Museoteatro della Commenda.

Il progetto di Alessio Franconi è il risultato di un lungo lavoro durato oltre cinque anni. L’Autore si è recato lungo tutto l’arco Alpino passando dalla Slovenia, dall’Italia e dall’Austria lungo quello che fu il fronte Italo – Austroungarico della Prima Guerra Mondiale, raggiungendo campi di battaglia ad oltre 3000 metri di quota. Nel 2017, con una lunga e delicata missione fotografica, ha attraversato i Monti Carpazi, per ricordare il dimenticato fronte Orientale raggiungendo l’Ungheria, l’Ucraina, la Polonia, la Slovacchia e la Repubblica Ceca.

L’esposizione giunge alla sua decima edizione arricchita di numerosi inediti fotografici. Verrà affrontato anche il tema degli austriaci di etnia italiana che vennero mandati a combattere sul fronte Orientale e quello dei luoghi di prigionia dei soldati italiani.  La mostra è stata esposta in Italia e all’estero.  In Italia, a Milano, in Liguria, Piemonte, due volte in Emilia Romagna e ancora in Lombardia. All’estero due volte in Slovenia ed a Tallinn in Estonia. Dopo Genova, la mostra andrà a Cracovia, Budapest e Ljubljana.

Evento collaterale della mostra sabato 25 novembre ore 15.30, presentazione del libro “Si combatteva qui! nei luoghi della grande guerra” di Alessio Franconi della storica casa editrice Hoepli, nel secondo piano del Museo, ingresso libero fino ad esaurimento posti.  Un libro per comprendere la Grande Guerra, con introduzione storica, foto di oggi e dell’epoca, una time line della Grande Guerra, il portfolio fotografico e un atlante di mappe, per aiutare il lettore a rintracciare i luoghi della Grande Guerra.

L’autore

Alessio Franconi, nasce a Genova ma da sempre vive a Milano. Prima di intraprendere gli studi in giurisprudenza si arruola volontario negli Alpini portando a compimento un percorso di passione per la montagna iniziato fin da giovane età con il Club Alpino Italiano. Diviso tra la vita di fotografo-scrittore e quella forense, si occupa da anni dei temi inerenti alla Grande Guerra e al viaggio. Ha pubblicato con Storia Militare, Morellini Editore ed Ulrico Hoepli.

Il Museoteatro della Commenda di Prè di Genova, fa parte dell’antico complesso dell’Ospitale della Commenda,  segnalato nelle guide internazionali, è costituito da un museo e  due pregevoli chiese sovrapposte. Fu costruito nel 1180 come luogo di assistenza a pellegrini e crociati che si recavano o tornavano dalla Terrasanta.

Orari Mu.MA – Museoteatro della Commenda di Prè, da martedì a venerdì, 10-17, sabato, domenica e festivi, 10-19, lunedì chiuso. Biglietteria tel. 010 5573681 www.muma.genova.it

 

About the Author

Stefano Pezzini

Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio…