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Gilardino firma la piastrella del Muretto e si inchina davanti a quella dei campioni del Mundial

Tra cantanti, attori, artisti e scrittori mancava un violinista sul Muretto di Alassio. E adesso una piastrella griffata da chi suonava il violino dopo gol da almanacco del calcio c’è. L’ha firmata in un pomeriggio di sole e di colori rossoblù Alberto “Gila” Gilardino, piemontese di nascita, ligure di adozione. Una firma, un sorriso e un coro intonato dai ragazzi della Nord che non mancano di ringraziarlo per aver portato il Grifone dalla B alla A. Il celebre “Only on year” è diventato storia.

“Gila” è legatissimo ad Alassio. Veniva in vacanza in Riviera e soggiornava al residence di Beppe Vena, genoano che nel suo sangue e nelle vene, appunto, fa scorrere solo il rosso e il blu. Tutto come suo padre Nanni, genoanissimo e non come mio papà Enzo che invece era Doriano e diceva che “ero nato male”. Già perché per il Grifo ho sofferto, gioito poco perché non l’ho mai visto vincere uno scudetto. Ma in Europa l’ho visto e contro il Liverpool quella vittoria non posso certo dimenticarla.

Gilardino, classe 1982, nato sei giorni prima della storica vittoria degli azzurri al Bernabeu con Bearzot. Loro in ritiro ad Alassio, prima di volare in Spagna, hanno firmato una piastrella a forma di maglia, azzurra ovviamente. Gilardino, prima della firma, si è inchinato a quella piastrella quasi commosso. Però lui un mondiale l’ha vinto qualche anno dopo, nel 2006 ed ha fatto gioire tutta Italia.

“Onorato di firmare una piastrella ad Alassio. Mi fate avere una copia da mettere in casa?”, ha detto sorridente ad Angelo Galtieri, vicesindaco di Alassio che ancora festeggia lo scudetto della sua Inter. A Gila il vicesindaco ha lanciato l’esca: “Dai vieni all’Inter, sull’altra sponda ci hai già giocato”. Già perché questa settimana per Gila si decide tutto: rinnovo del contratto o valigie. Ma a questo i tifosi non ci vogliono pensare. Lunedì c’è il Cagliari, poi il Milan, il Sassuolo. Partite impegnative. Gila non vuole parlare di futuro. Anzi, una promessa l’ha già fatta, ma a Beppe, suo storico amico: “Oh torno presto aspettami”. I tifosi genoani, io, Carlo Geddo, Barruck, siamo pronti ad accoglierlo anche se le strade si dovessero separare.

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Giò Barbera
Giornalista professionista. Ama viaggiare e gente che lo faccia divertire.