Gino Bartali, “Giusto tra le Nazioni” ricordato al Teatro Sociale di Camogli da Aldo Grasso e Silvio Ferrari

Il Teatro come Sport al Teatro sociale di Camogli giovedì 9 maggio alle 21, ad ingresso gratuito (si consiglia prenotazione) con “Gino il giusto”, con Aldo Grasso e Silvio Ferrari per ricordare il grande Bartali “Giusto tra le Nazioni”

 

L’incontro sarà aperto da Giorgio Gabrielli con il “Gran Concerto per marionetta e pianoforte” eseguito dal suo burattino a fili più famoso: Paolo Conte. La marionetta, scolpita nel legno, si muove grazie a un complicato meccanismo di tasti, fili e bilancieri e al diretto collegamento con i piedi dell’animatore. Una tecnica raffinata e sorprendente che consente al personaggio – ammirato anche dal suo modello originale – un’intensità davvero emozionante. Naturalmente, canterà e suonerà al pianoforte le strofe della famosa canzone: “…Oh, quanta strada nei miei sandali. Quanta ne avrà fatta Bartali…”.

Aldo Grasso, grande firma del Corriere della Sera, ricorderà insieme a Silvio Ferrari la figura del campione, nominato «Giusto tra le Nazioni» nel 2013 dallo Yad Vashem, il Museo dell’Olocausto di Gerusalemme, per aver contribuito a salvare centinaia di ebrei perseguitati dal nazifascismo.

Durante la guerra Bartali si adoperò per trasportare documenti segreti da Firenze alla basilica inferiore di S. Francesco in Assisi. Quelle carte, nascoste nel telaio e nella canna della bicicletta, sarebbero servite a fornire una nuova identità ai fuggiaschi ebrei e a salvarli dai persecutori. Un impegno silenzioso e gratuito che solo ora è stato reso noto al grande pubblico, grazie alle molte testimonianze date dai sopravvissuti. Fra le più toccanti quella di Giulia Donati, una donna fiorentina che dal 1974 vive in Israele, a cui Gino consegnò personalmente i documenti falsificati che salvarono tutta la sua famiglia. Un altro testimone, Renzo Ventura, ha dichiarato che, durante l’occupazione nazista, sua madre Marcella Frankenthal Ventura aveva ricevuto i documenti falsi dalle mani del ciclista, per conto della rete di Dalla Costa. Shlomo Goldenberg, allora bambino, ricorda come il campione salvò la sua famiglia, nascondendo tutti in uno scantinato che possedeva. Ricercato dalla polizia fascista, Bartali sfollò a Città di Castello, dove rimase cinque mesi, nascosto da parenti e amici. Con la sua azione, ha contribuito al salvataggio di 800 persone fra il settembre 1943 e il giugno 1944.

L’incontro sarà accompagnato da documenti e filmati di repertorio sulla sua leggendaria carriera sportiva, la sua storia civile e la proverbiale rivalità con Fausto Coppi, di cui quest’anno ricorre il centenario della nascita. Mentre Silvio Ferrari rievocherà, avendola vissuta, la tifoseria che allora divideva l’Italia tra i due campioni.

Nato a Ponte a Ema il 18 luglio 1914 e morto a Firenze il 5 maggio 2000, Gino Bartali è stato vincitore di tre Giri d’Italia (1936, 1937, 1946) e due Tour de France (1938, 1948). Dino Buzzati scrisse di lui: «Bartali è stato il vivo simbolo del lavoro umano. Ha lavorato fino all’ultimo, badando a fare tutto il suo dovere meglio che gli era possibile. Ecco la grande lezione di umile onestà».

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...