free web stats

Giuliano Sperandio, lo chef bistellato di Diano Marina è il Miglior cuoco italiano secondo la Guida dell’Espresso 2024

C’è un po’ di Liguria, del Golfo Dianese e di Alassio, nel premio che la rinnovata Guida dell’Espresso 2024 (una vera, piacevole sorpresa dopo anni di caduta libera) ha voluto dedicare al miglior chef italiano nel mondo: Giuliano Sperandio, dianese di nascita, alassino per gli studi all’Istituto Alberghiero Giancardi. E’ stato lui, durante la premiazione milanese dei mille ristoranti in guida a ritirare il premio che ha addolcito la bocca ai liguri che non hanno portato a casa nessuno dei 4 cappelli di eccellenza, figuriamoci dei cinque!

Scrive il sito della Guida dell’Espresso: “Giuliano Sperandio, classe 1982, di origini liguri, è lo chef executive del ristorante parigino Le Taillevent, meta d’eccellenza del panorama gastronomico francese nel mondo. Un traguardo professionale e di vita che gli è valso il premio di Miglior cuoco italiano all’estero, consegnato durante la presentazione della Guida ai 1000 ristoranti d’Italia delle Guide de L’Espresso. Dopotutto, la passione di Giuliano per le cucine del mondo gli ha consentito nel tempo di affinare la propria tecnica e di proiettare nel futuro con creatività e determinazione i grandi classici della cucina francese. Premiare lo chef Giuliano Sperandio del ristorante Le Taillevent come miglior cuoco italiano all’estero è stato per me un grande piacere: una stella della cucina italiana che non smette di brillare nel firmamento dell’alta gastronomia francese”, racconta Alessandro Gallo, direttore ed enologo di Castello di Albola, sponsor del premio.

Gallo non lo può dire, ma Giuliano Sperandio a Parigi, a Le Taillevent, ha due Stelle Michelin (le aveva conquistate anche in precedenza nel suo primo locale parigino dove era sous chef) e il sito dello storico ristorante recita così (la traduzione è del “signor” Google: “Oggi Taillevent continua a reinventarsi mantenendo come fondamento il trittico che lo ha reso famoso: una cucina sensibile e generosa, un servizio in stile francese che rivela l’eccellenza del know-how e una cantina unica, dove si mescolano grandi nomi e annate riservate. Nel rispetto di questo prezioso patrimonio si è creata un’osmosi tra lo Chef Giuliano Sperandio e questa leggendaria Casa. La sua cucina, al servizio della memoria, è decisamente rivolta al futuro, con quel tocco di inventiva e imprevedibilità che la definiscono”, non male, si direbbe.

All’Alberghiero di Alassio esultano via Facebook: “Sempre più bravo. Il nostro Giuliano pochi anni dopo il diploma vinse la coppa del mondo di cucina a Parigi. Tante esperienze di eccellenza assoluta in giro per il mondo e oggi ancora a Parigi con le stelle Michelin.Il nostro caro Giuliano continua a farsi onore a livello di eccellenza assoluta e a onorare il nostro Istituto che è fiero di lui”.

Il mio ricordo di chef Giuliano Sperandio risale a quattro anni or sono, a La Femme di San Bartolomeo al Mare, in una cena a quattro mani con lo chef e patron Roberto Rollino in occasione di Aromatica 2019. Al di là della bontà dei suoi piatti, dove i sapori si fondevano e non si coprivano, mi aveva colpito il suo legame con la Liguria, con le materie prime che si faceva inviare a Parigi per sposare la sua terra d’origine con i prodotti d’Oltralpe in un mix che conquista i palati dei gourmet. Al di là della bravura e della fantasia in cucina, però, Giuliano mi aveva conquistato con la sua semplicità nel raccontarsi e la sua umiltà: aveva da poco conquistato due Stelle Michelin, ma già alle 6 del mattino era in cucina per preparare la cena di gala. 

 

About the Author

Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...