I Florovivaisti italiani chiedono aiuto attraverso il presidente Aldo Alberto, il ministro Bellanova risponde

Il presidente dei Florovivaisti Italiani, l’albenganese Aldo Alberto, ha scritto al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e alla Ministra delle politiche agricole alimentari e forestali, Teresa Bellanova.

 

«Le imprese florovivaistiche italiane sono oltre 24.000: imprese che stanno rischiando il totale collasso produttivo e il fallimento economico – scrive Aldo Alberto –. Imprese che domani non saranno in grado di risollevarsi.Come saprete, il periodo di maggior mercato per i prodotti del florovivaismo è la primavera. Molte aziende florovivaistiche del Paese in questo momento mantengono a caro costo grandi quantità di prodotto invenduto che è finito o finirà a breve in discarica con ulteriori nuovi oneri. Chiediamo una campagna di promozione ad hoc rivolta ai nostri concittadini per far capire l’importanza di consumare piante e fiori italiani nelle nostre aziende e nei nostri garden. E’ necessario riscoprire in questi momenti drammatici il giusto livello di patriottismo. Infine è indispensabile la costituzione di un fondo specifico per il settore florovivaistico per andare incontro alla crisi di mercato e all’invenduto. Conosciamo le difficoltà del settore e voglio rassicurare tutti i florovivaisti e i floricoltori italiani: la situazione che sta soffrendo il comparto è oggetto della massima attenzione e cura». 

 

Dopo la lettera di Aldo Alberto arrivano le dichiarazioni del Ministro per le Politiche agricole, Teresa Bellanova, assicurando che: «troveremo rapidamente misure compensative mirate. Nulla andrà perduto né in termini di sostegno immediato né in termini di prospettiva per le aziende del settore. Quando parliamo di misure per l’agricoltura, parliamo anche di florovivaismo. Che rappresenta una quota significativa e strategica del nostro segmento agricolo, ed e’ ben presente tra le priorità, compatibilmente con una emergenza e una crisi senza precedenti».

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...