I migliori ristoranti liguri secondo la Guida Espresso 2019

L’autunno, oltre che dai primi freddi, dalla caduta delle foglie e delle castagnate, è caratterizzato da un appuntamento diventato tradizione: le guide ai ristoranti. La prima ad arrivare in edicola è la Guida dell’Espresso, una delle più consultate e seguite d’Italia. L’edizione 2019 fotografa una Liguria della ristorazione in crescita nella “parte alta”, quella dei due Cappelli (la guida esprime i giudizi in Cappelli da cuoco), che passa da quattro dello scorso anno ai sei di quest’anno. Al top, con i tre Cappelli, un solo ristorante, ormai da anni, Paolo e Barbara di Sanremo, come se alle spalle nessuno li meritasse. Con un Cappello sono diverse le new entry, ma sono diverse le uscite. Ecco, comunque, i ristoranti al vertice del gusto in Liguria secondo i critici dell’Espresso

 

In vetta rimangono i tre Cappelli di Paolo e Barbara di Sanremo. Salgono a sei (contro i quattro dello scorso anno) i ristorante che hanno conquistato i due Cappelli: Mauro Ricciardi della Locanda dell’Angelo (locale creato negli Anni ’70 dal mitico Angelo Paracucchi, uno dei primi chef televisivi) di Ameglia, in provincia di La Spezia, poi Sarri ad Imperia, il Nove guidato dallo chef Giorgio Servetto a Villa della Pergola ad Alassio, Il Marin di Genova. Le new entry dei due Cappelli sono The Cook restaurant al Cavo di Genova e l’Impronta d’Acqua di Cavi di Lavagna, entrambi lo scorso anno avevano un Cappello.

Poi una lunga sfilza di ristoranti con un Cappello. Vediamoli da Ponente a Levante. A Ventimiglia i Balzi Rossi e il Giardino del Gusto, a Sanremo il Mimosa restaurant e l’Hotel Miramare, ad Arma di Taggia il Conchiglia, Salvo ai Cacciatori di Imperia, San Giorgio a Cervo. Poi un lungo salto sino a Borgio Verezzi con il Doc, a Varigotti con Muraglia Conchiglia d’Oro, si prosegue a Noli con il Vescovado, a Bergeggi con Claudio, a Savona con A Spurcacciuna.  

In provincia di Genova, la Voglia Matta e la Meridiana nel capoluogo, a Recco da Manuelina, le Cantine Cattaneo a Sestri Levante, a Santa Margherita il Langosteria Paraggi, la Brinca di Ne. In provincia di La Spezia, un nuovo Cappello alla Creuza de Mauri di San Terenzo, a Lerici, mentre il capoluogo conferma il Cappello con La Posta e l’Osteria della Corte. Ma ci sono anche due pezzi di Liguria del gusto a Roma e nelle Langhe. Massimo Viglietti, chef alassino trasferitosi a Roma, all’enoteca Achilli al Parlamento e Flavio Costa, chef savonese “emigrato” in Langa sono entrambi presenti con due Cappelli

 

Condividi su

About the Author

Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...