I migliori ristoranti liguri secondo le guide dell’Espresso e di Gatti-Massobrio

Verso la fine dell’anno i gourmet attendono con una certa ansia l’uscita delle guide ai ristoranti italiani. In attesa della Michelin, la più internazionale delle guide, sono arrivate in libreria in questi giorni due delle migliori guide italiane, quella dell’Espresso, che quest’anno compie 40 anni, e quella di Gatti-Massobrio. La Liguria, ancora una volta, si pone ai vertici della ristorazione nazionale, un trend iniziato da una ventina d’anni e che prosegue inarrestabile. Di seguito i migliori locali della Liguria secondo le due guide.

Cominciamo, in onore all’anzianità, con la Guida dell’Espresso. In vetta, ancora una volta si trova Sanremo con i tre Cappelli di Paolo e Barbara, ma la città dei fiori conquista anche un Cappello con l’Ittiturismo della motobarca Patrizia. Quattro, invece, i ristorante che hanno conquistato i due Cappelli: Mauro Ricciardi della Locanda dell’Angelo (locale creato negli Anni ’70 dal mitico Angelo Paracucchi, uno dei primi chef televisivi) di Ameglia, in provincia di La Spezia, poi Sarri ad Imperia, il Nove guidato dallo chef Giorgio Servetto a Villa della Pergola ad Alassio, Il Marin di Genova. Sempre Genova ha conquistato un Cappello con La Voglia Matta. Poi una lunga sfilza di ristoranti con un Cappello. Vediamoli da Ponente a Levante. A Ventimiglia i Balzi Rossi e il Giardino del Gusto, ad Arma di Taggia il Conchiglia. Poi un lungo salto sino a Borgio Verezzi con il Doc, a Varigotti con Muraglia Conchiglia d’Oro, si prosegue a Noli con il Vescovado, a Bergeggi con Claudio, a Savona con A Spurcacciuna per salire poi a Millesimo con La Locanda dell’Angelo.  

In provincia di Genova c’è The Cook, a Recco da Manuelina, a Santa Margherita il Langosteria Paraggi, a Cavi di Lavagna l’Impronta d’acqua. In provincia di La Spezia, infine, a Monterosso il Cappello lo ha conquistato il Miky mentre il capoluogo ha due ristorante premiati, La Posta e l’Osteria della Corte. Ma ci sono anche due pezzi di Liguria del gusto a Roma e nelle Langhe. Massimo Viglietti, chef alassino trasferitosi a Roma, all’enoteca Achilli al Parlamento e Flavio Costa, chef savonese “emigrato” in Langa sono entrambi presenti con due Cappelli.


E passiamo ai ristoranti del GattiMassobrio che, pur avendo molti locali in Comune, ne propone anche di diversi. Cominciano con le Corone, sempre da Ponente a Levante. In provincia di Imperia Paolo e Barbara di Sanremo e Da Delio ad Apricale. In provincia di Savona il Nove di Alassio, Da Gin a Castelbianco, il Muraglia Conchiglia d’Oro a Varigotti e il Vescovado a Noli. In provincia di Genova The Cook ad Arenzano e La Brinca di Ne. In provincia di La Spezia Armanda a Castelnuovo Magra e L’Agave di Framura. 

E passiamo ai Faccini Radiosi. Provincia di Savona: Locanda dell’Asino ad Alassio, Quintilio ad Altare, Doc a Borgio, Scola a Castelbianco, Ai Torchi di Finale Ligure e la Locanda dell’Angelo a Millesimo. Provincia di Imperia: San Giorgio a Cervo, Chez Braccioforte a Imperia, Conchiglia ad Arma di Taggia, Giappun dal 1918 a Vallecrosia e i Balzi Rossi a Ventimiglia. Provincia di Genova: Al Solito posto di Bogliasco, Boccon Divino di Chiavari, Marin Eataly a Genova, Cà di Gosita a Ne, Manuelina di Recco, Acqua pazza a Santa Margherita e Rezzano cucina&vino a Sestri Levante. Provincia di La Spezia: Mauro Ricciardi alla Locanda dell’Angelo di Ameglia, La Taverna dei golosi di Brugnato, il Lido di Deiva Marina, il Ristorantino di Byron a La Spezia e le Officine del cibo a Sarzana.

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...