Il “Cala” racconta il sound ipnotico e dark dei savonesi Persuaders

Alberto “Il Cala” Calandriello, che dalla scorsa settimana ha cominciato a raccontarci cosa succede musicalmente nei fine settimana della Riviera, oggi ci racconta un interessante gruppo musicale savonese, I Persuaders. Ecco la recensione che ha scritto in occasione dell’uscita del loro primo album.

 

In una notte fredda e ventosa, nel remoto entroterra ligure, si tenne un festival di musica rock. Erano rappresentati tutti i generi: heavy metal, black metal, death metal, brutal death metal, christian metal, satanic metal (ora aggiungete new davanti ad ogni genere ed avrete gli altri partecipanti). In questo raduno di energumeni metallico-vestiti, in sella ad un puledro selvaggio, arrivò Annie la Guerriera; non indossava elmetto, ma un basco che a stento conteneva la sua fluente e riccia chioma rossa.

 

Con lei, un passo indietro, ma non per minor valore bensì per proteggerle le spalle, un nobile suonatore di basso, Simone della Contea della Gloria Mattutina di Manchester. Calò il silenzio in sala, tutti si accorsero che NESSUNO SUONAVA LA BATTERIA!!! ma come? centinaia di bacchette spezzate giacevano sul pavimento, segno tangibile della furia dei batteristi dei generi in scena (heavy metal, black metal, ok avete capito). Con un basso elettrico ed una chitarra acustica, la voce di Annie la Guerriera dominò la sala, facendo percorrere più di un brivido sulla schiena dei metallico-vestiti partecipanti alla serata.

 

Questa è la storia del primo concerto dei Persuaders, duo savonese composto da Annie Marsala e Simone Perata, che compie 5 anni di attività (partendo proprio da quella serata al Mulino degli Artisti di Tovo San Giacomo) e festeggia la ricorrenza con il disco d’esordio, completamente autoprodotto, casalingo e a km zero. Dentro trovate le nove canzoni autografe nate in questi anni, tra inglese e italiano, tra cover rivisitate di brani storici e voglia di mettersi alla prova come autori. Il perchè un duo atipico come loro abbia funzionato, è il segreto stesso della musica, anzi, dell’arte.

 

Si, perchè quando parliamo di arte e cultura, ecco che la più semplice delle operazioni, 1+1 cambia repentinamente il risultato. Nell’arte, 1+1 fa 3, altrimenti non è arte, non è musica, non è cultura. Nell’arte, la somma dei componenti è di gran lunga maggiore dei componenti stessi, altrimenti sarebbe solo una sequenza di note, una somma di colori su una tela, un po’ di parole scritte su carta. Per i Persuaders, 1+1 ha fatto 3 da subito, da quel Festival dove, completamente estranei al contesto musicale della serata, fecero scattare la scintilla, per loro e per chi era presente.

 

Just Us, solamente noi, semplicemente noi, non poteva essere diverso il titolo del disco, perchè i 5 anni di lavoro hanno reso i due musicisti un NOI affiatato e creativo, dove entrambi hanno migliorato le proprie qualità e ne hanno scoperte altre che non sapevano di avere. I loro ricchi curricula, pieni di esperienze pregresse molto diverse tra loro, si sono magnificamente compensati, dando vita ad uno stile di scrittura intenso ed affascinante, come le atmosfere delle loro canzoni, che il basso riempie mentre la chitarra dirige.

 

La voce di Annie è poi perfetta per dare corpo alle riflessioni dei loro testi, parole mai banali, ma sincere, profonde, che provengono dall’anima e all’anima di chi ascolta sono dirette. Esempio lampante ne è Notte, il loro primo singolo, accompagnato da un video suggestivo girato negli incantevoli caruggi di Borgio Verezzi. Un brano scuro, con una cadenza quasi ipnotica, che avvolge l’ascoltatore come le ombre serali fanno con i ciotoli dei vicoli, prendendone possesso, piano piano ma inesorabilmente.

 

Un brano dove la notte amplifica i silenzi e di conseguenza esalta ogni minimo rumore, come i passi sul selciato deserto, che rappresentano i battiti di un cuore che pulsa e che al buio, quasi di nascosto, riesce a trovare sfogo al suo incedere, al ritmo che sale e che diventa ossessione ed irrinunciabile voglia di vita, quella vera, senza maschere, fatta di peccato e carne, di passioni e sentimento.

 

La ricerca di Annie, affascinante protagonista del video, mentre percorre strade illuminate solo da fiochi lampioni è la ricerca di ognuno di noi, la ricerca di qualcuno o qualcosa che come noi non sappia nè voglia fermare la sete che prova da sempre. Al suo fianco come sempre Simone con il basso e la batteria crea l’atmosfera ideale per la voce affannosa di un’anima inquieta.

 

Brano ammaliante e dannatamente sincero, che scava nell’animo dei due musicisti, perennemente in ricerca di nuove chiavi per aprire le porte delle nostre emozioni. Verso fine canzone, Annie è quasi in primo piano e nella sua bellezza straniera e vibrante, mette a nudo sulle braccia le sue vene, proprio quelle dove da sempre scorre insieme al sangue una irrefrenabile spinta al raggiungimento dei sogni, anche quelli più inconfessabili. Un album genuino che potete trovare ai loro concerti o tramite la loro pagina facebook.

 

Facebook: The Persuaders

 

Video: https://www.youtube.com/watch?v=3ZhkjQKHiI4

 

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About the Author

Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...