Il “Cala” racconta l’ultimo EP di Chiara Ragnini scritto tra le suggestioni di Lingueglietta

Alberto Calandriello, oltre ad essere un amico, è uno  scrittore, blogger, speaker radiofonico e soprattutto grande appassionato di musica. E’ conosciuto col soprannome “Il Cala”, fa parte dell’Associazione Culturale Zoo di Albenga, che organizza da 14 anni il Festival Su La Testa e conduce un programma sulla Webradio BRG Radio di Finale Ligure dal titolo Championship Vinyl. E scrive, da par suo, di musica.

 

Ho passato insieme alla mia famiglia una bellissima giornata a Lingueglietta, in questa estate senza vacanze e con spostamenti ridotti al minimo.

Una passeggiata nel bosco, un giro a vedere questo piccolo ed incantevole borgo sopra Santo Stefano al Mare, con squarci e panorami spettacolari e un’ottima mangiata (ma questa è materia del webmaster e io mi limito a sottolineare la bontà, tra le tante cose eccezionali mangiate al Wolf’s Den, dei ravioli ai funghi).

Invece pochi giorni fa sono andato in un’altra campagna, più vicina alle mie parti, per aiutare la famiglia di mia moglie a raccogliere le olive; una mattinata nel silenzio degli ulivi, con il tempo dettato dalla battitrice e dai passi sopra le foglie, a fare quella fatica buona che stanca le gambe ma rilassa la testa, dandole il tempo di apprezzare ogni momento.

Può sembrare strano, ma entrambe queste esperienze mi hanno aiutato a capire ed apprezzare meglio Disordine, il nuovo EP di Chiara Ragnini, che viene proprio da Lingueglietta e che da quelle parti si è trattenuta per scrivere i testi di queste 4 nuove canzoni.

Mi hanno aiutato perché vedere l’ambiente dove Chiara ha scritto i suoi pezzi mi ha fatto entrare meglio nelle atmosfere di Disordine, titolo che indica una condizione da cui volersi, anche solo momentaneamente, tirare indietro, per fare ordine, pace, silenzio, per poi ripartire. Silenzio che avvolge il borgo e rischiara le idee e che le ha dato l’opportunità di sentire più chiaramente quelle note e quelle parole usate e poi incise.

Disordine, nella sua breve durata, è un disco che chiede attenzione, rispetto e soprattutto, ovviamente, silenzio; la voce di Chiara, accompagnata da una chitarra acustica o da un pianoforte, reclama e merita un ascolto concentrato, lasciando per qualche minuto fuori il rumore e, appunto, il disordine, trasformandolo in qualcosa di creativo e in slancio per una ripartenza che tutti aspettiamo.

Apre le danze Facciamo finta (senza pensarci), voce e chitarra, una accorata lettera sincera ed emozionata, verso chi ci attrae e ci respinge, con il quale si cerca di fermare il tempo, per prolungare momenti di armonia e pace, così rari nel nostro quotidiano e così necessari in questi tempi deliranti. Chiara non vuole la strada facile, ma quella vera, quella che parte dal cuore e al cuore lascia decidere ogni passo.

Paradiso, titolo facile se si vive in posti come Lingueglietta, racconta una storia agrodolce, la racconta dal punto di vista di chi ne ricorda la fine, forse inevitabile, ma non rinuncia ad una flebile speranza, accettando comunque l’amarezza del momento.

Il silenzio e la pace del cuore lasciano che i pensieri fluiscano liberi, seguendo percorsi che non scegliamo e finendo in ricordi che subito riaffiorano, chiari e limpidi nonostante sia passato del tempo. Tra caos e paura è questo, la ricerca, appunto tra il caos, il rumore e la nostra umana debolezza, di un equilibrio o addirittura della forza di essere noi stessi, l’equilibrio di cui abbiamo bisogno. Non è andata così, ma da certe sconfitte nascono pensieri vincenti e Chiara sa bene la ricetta per trasformarle.

Chiude l’album La sera è ormai notte, riadattamento di una poesia dell’intellettuale piemontese Fulvio Romano,  ritratto dai colori vividi, perfetto per questo periodo dell’anno,  quando la luce cede sempre prima al buio, le foglie cadono colorando strade e sentieri e la voglia di riannodare fili e rinforzare legami si fa più intensa, per avere, di nuovo, la conferma che l’idea verso cui muoviamo passi e sogni, quella perfezione non fine a sé stessa, ma che significa raggiungimento di scopi ed ideali, porti ancora il nome con il quale l’abbiamo identificata.

Chiara ha voluto prendersi il tempo necessario per questo EP e chiede a noi di fare lo stesso; ascoltiamolo con calma, in silenzio e lasciando che le parole ci entrino dentro lentamente. Nei posti dove sono le albe e i tramonti e non lavoro, riunioni e suonerie a dettare il ritmo delle vite funziona, fortunatamente, ancora così.

Alberto Calandriello

 

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About the Author

Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...