“Il cornuto immaginario” in scena all’Antico Teatro Sacco con la regia di Enrico Bonavera

Sabato 15 febbraio alle 21 e domenica 16 alle 17,30, all’Antico Teatro Sacco di Savona, va in scena “Il cornuto immaginario” tratto da Molière. Adattamento e regia di Enrico Bonavera, traduzione di Francesco Origo, con la Libera Compagnia Teatro Sacco. Sul palco Guglielmo Bonaccorti, Sandro Battaglino Susj Borello, Antonio Carlucci,  Alessio Dalmazzone e Manuela Salviati. Per rispettare la normativa vigente sulla sicurezza, il Teatro ha una disponibilità di posti a sedere limitata, pertanto è molto gradita la prenotazione ai numeri 331.77.39.633 OPPURE 328.65.75.729 info@teatrosacco.com

Sinossi e note di regia

“Sganarello o il Cornuto immaginario”, pur non essendo uno dei grandi testi di Molière, resta un classico, una farsa sottesa ad una piccola tragedia umana: la paura del tradimento sentimentale. Ma dietro lo svolgimento di questa vicenda principale si nascondono almeno altri due temi non meno importanti : il gioco delle convenienze e delle apparenze che vanno salvate nel contratto matrimoniale e il concetto di realtà relativa: non è ciò che è vero che determina le nostre azioni, ma spesso sono ciò che riteniamo vero, secondo le nostre proiezioni e le nostre paure.

Se si ama veramente, se si ha fiducia nel proprio partner, perché temere, perché credere al tradimento ?

In mezzo a questa bufera degli equivoci c’è Sganarello, un piccolo borghese tanto ingenuo quanto pavido, un ‘Fantozzi’ ante litteram, che minaccia sfracelli per poi calare le braghe alla prima reazione contraria. Per lui la preoccupazione più grande sembra non essere tanto il tradimento della moglie quanto le corna che compariranno sul suo capo e di cui tutti avranno notizia.

Per dare maggior gusto – salsa piccante – alla vicenda molieriana, abbiamo pensato di inserirla in un gioco metateatrale, forse non del tutto originale ma sempre saporito.  Una compagnia teatrale si trova, per cause di forza maggiore, a sostituire un testo in cartellone, un Pirandello, con, appunto, lo “Sganarello”. Ma la scelta obbligata dell’ultimo momento, costringe gli attori e soprattutto il Capocomico, novello Hinkfuss, ad arrangiarsi e a sopperire ad amnesie, incertezze e goffagini con interventi estemporanei e improvvisati, in cui il gioco delle relazioni reali squarcia la realtà della scena.

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...