Il Gran Hotel di Sanremo “modello” per gli scatti del Circolo San Giorgio

La fotografia può servire anche a rilanciare una antica struttura turistica, carica di storia e fascino, ma in decadenza. Paolo Tavaroli, presidente del Circolo Fotografico San Giorgio di Albenga, ci racconta come una serie di scatti contribuiscano al rilancio della struttura alberghiera.

 

Il Grand Hotel & Des Anglais di Sanremo è un albergo che ha vissuto un periodo magico dell’accoglienza nella Liguria di fine Ottocento e primi del Novecento, tanto da vantare ancora la camera dove hanno a lungo soggiornato personaggi come Gabriele D’Annunzio e Winston Churchill, o la Sede dei Cavalieri Templari. A interromperne la decadenza e ad accettare la sfida affascinante di realizzare per la prestigiosa struttura un nuovo “rinascimento” è stato chiamato Paolo Madonia, docente dell’Istituto Secondario Superiore Turistico- Alberghiero di Alassio ed esperto del settore. I fotografi del Circolo Fotografico S. Giorgio di Albenga (FIAF- ILFIAP) hanno documentato il fascino del Grand Hotel e, soprattutto, come sia tornato a nuova vita, quasi assorbendo l’energia e le idee che la nuova direzione ha saputo imprimere.

Non solo Albergo sempre pieno di ospiti stranieri e d’italiani che vogliono vivere la vacanza in un’atmosfera speciale, ma le arti ambientate con attenzione nelle grandi sale, per la gioia dei turisti e dei fotografi. Insieme alle arti figurative e alla scultura, da oggi, esposte anche le fotografie del S. Giorgio che ha vissuto una bella premiazione in Hotel, alla presenza del Consigliere Nazionale FIAF Lino Aldi, accompagnati dalle musiche al pianoforte di Mario Rossello.  Premiati con l’esposizione delle loro opere: Dino Gravano, Juan Benedì, Stefano Maccari, Anna Giulia Dorelli, Sonia Corricciati, Marta Morando, Andrea Cantanna, Rita Baio, Paolo Tavaroli e Dino Cataneo. Premiati con soggiorni in Hotel: Sonia Corricciati (terzo posto), Stefano Maccari (secondo posto) e Dino Cataneo (primo posto e menzione d’onore).

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...