Il Mondo di Benjamin, doppia mostra in ricordo di Angelo Gandolfo

Doppia esposizione, a Garlenda e ad Albenga, per i dipinti e le litografie del pittore Benjamin, scomparso un anno fa.

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Periodo: 31 luglio – 2 agosto 2020
Location: Oratorio Parrocchiale  – via Roma 1 – Garlenda (SV)
Inaugurazione
venerdì 31 luglio 2020 – ore 19.00

Periodo: 8 – 13 agosto 2020
Location: Sede UCAI – piazzetta dei Leoni – Albenga (SV)

Orario: dalle 18.00 alle 21.30

LA MOSTRA

PRESENTAZIONE

Oratorio Parrocchiale di Garlenda

Doppia esposizione, a Garlenda e ad Albenga, per i dipinti e le litografie del pittore Benjamin, scomparso un anno fa.

I due eventi si avvalgono del supporto del Circolo Artistico-Culturale “Amici nell’Arte” noprofit di Garlenda e dell’UCAI (Unione Cattolica Artisti Italiani) di Albenga, che hanno raccolto e fatto proprio il volere della vedova, la signora Maddalena Cerutti, per rendere omaggio e ravvivare il ricordo dell’artista Angelo Gandolfo.

Le opere in esposizione potranno essere acquistate e l’eventuale ricavato sarà interamente devoluto in beneficenza.

La prima mostra retrospettiva avrà luogo presso l’Oratorio Parrocchiale di Garlenda dal 31 luglio al 2 agosto 2020, visitabile dalle 18.00 alle 21.30. L’inaugurazione sarà unica per le due mostre e si terrà a Garlenda il 31 luglio 2020 alle ore 19.00.

La seconda tranche vedrà la Sede UCAI di piazzetta dei Leoni ad Albenga come prestigiosa location per la mostra, visitabile dall’8 al 13 agosto 2020, con gli stessi orari.

Si potranno ammirare le opere di piccole dimensioni del periodo naif, opere ricche di poesia e di spontaneità, accanto agli studi dal vero e alle litografie realizzate da Angelo durante il suo lungo percorso artistico.

L’artista era molto conosciuto ed apprezzato, soprattutto in Germania, dove le sue opere sono presenti in molte collezioni private.

ARTISTA

Il pittore Angelo Gandolfo

Benjamin (al secolo Angelo Gandolfo) nasce ad Alassio il 1° ottobre 1941 da genitori liguri.

Ha vissuto ad Alassio, a Vessalico (i suoi genitori erano originari di quel luogo), a Villanova d’Albenga e a Garlenda, palesando una predilezione per il Ponente ligure. All’estero ha viaggiato soprattutto in Germania per molti periodi della sua vita.

Continua nella presentazione dell’artista il parroco di Garlenda, don Mauro Marchiano, esperto ed amante di arte e cultura: “Angelo si diploma ragioniere presso i Salesiani di Alassio e in seguito frequenta studi commerciali presso l’Università di Genova. La formazione tecnico-commerciale fa nascere in lui il desiderio di approfondire gli aspetti umanistici della vita, nel contempo scopre in sé le doti naturali del disegno e della pittura.

All’età di vent’anni produce molti scorci di Alassio che vende ai turisti. La sua formazione artistica vera e propria avverrà dai 35 ai 45 anni, dieci anni che coincidono con la frequenza all’atelier del maestro Max Dissar. Dissar artista già noto in Francia si era trasferito da Roma ad Alassio dove rimarrà una quindicina di anni per stabilirsi poi in Svizzera.

Il mio incontro e conoscenza di Angelo risale al 2010. Era piacevole parlare con lui… gli si illuminavano gli occhi. Guardando i suoi quadri mi pare di poter distinguere diversi periodi e stili.

Le opere del 1975 ripercorrono nei temi e nei colori la pittura classica con predilezione delle nature morte, con pennellate tipo Cèzanne. Diversi quadri, probabilmente copie dal vero, tra cui chitarra e sedia, bottiglie, brocche, ortaggi e falce appoggiati su sedia.

Nel periodo successivo, il 1976, assume uno stile naif, il tema è l’uomo nel suo vissuto quotidiano, gesti e situazioni semplici ricche di poesia come la donna che dà da mangiare ai gatti, il mercato del pesce, il treno, il circo, il volto di un clown “il Follo”, tra il triste e il pensieroso. Questo periodo prosegue nel 1977 dando origine a un secondo naif che ha come tema principale il paesaggio dell’entroterra ligure e della Provenza. 

La pennellata si ispira ai divisionisti come Seurat, Sisley, Pissarro. Il puntinismo e divisionismo consente di ottenere colori più vivi, poiché i colori non vengono mischiati nella tavolozza, ma sono messi puri sulla tela uno accanto all’altro e questo permette di avere un maggiore effetto cromatico. I pittori divisionisti hanno anticipato quello che sarà nella stampa tipografica la regola della quadricomia. Dal 1990 in poi la sua pittura conserva il puntinismo e si arricchisce di una esplosione di vitalità che tende ad astrarre la figura.

Di questo periodo, la fioritura dei rami di pesco e il duello tra gabbiani. In questi ultimi lavori la tecnica, la fantasia, la creatività sembrano ormai possedute. Molte sue opere si trovano in collezioni private in Germania.

Nelle opere, a fianco della firma, compare sempre una piccola chiocciola, credo per ricordarci che l’arte è una strada da percorrere con lentezza e umiltà, perché solo così si possono fare lunghi cammini.”

OPERE

Alcune immagini delle opere presentate nelle retrospettive

ENTI PATROCINANTI

LOCATION

PRESS ROOM

PUBBLICISTICA

La locandina e l’invito alla mostra.

 

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