Il “Puro”, la Douce France sposa la Liguria in un nuovo grande vino

Un battesimo di gran classe, non c’è dubbio, quello organizzato al Ristorante Pernambucco di Albenga per il “Puro”, ultimo nato della Cantina Alessandri di Ranzo. Un vino bianco particolare, innovativo, frutto di una sogno-intuizione di Massimo Alessandri, folgorato dal vitigno Roussanne durante una vacanza in Francia. Padrone di casa, in gran spolvero, Luciano Alessandri, ambasciatore di vini e olio dell’azienda agricola tramandata di padre in figlio in Valle Arroscia.

 

Andiamo con ordine. Il Roussanne è uno dei vitigni utilizzato per i francesi Châteauneuf-du-Pape e Château de Beaucastel, i più prestigiosi e cari vini bianchi invecchiati. Una decina di anni fa Massimo si innamora del vitigno e decide di impiantare una decina di filari nelle vigne di Ranzo, le stesse che producono pigato, vermentino e rossese di grande personalità (il pigato Vigne Veggie, invecchiato e passato in legno, è una vera emozione). Una parte, assieme alle uve Viognier, serve per il Viorus (grandissimo vino, morbido e cremoso, che racconta il matrimonio tra le erbe aromatiche di Liguria e l’eleganza della Douce France), da oggi, una seconda parte serve per il “Puro”,  maturato 12 mesi in barriques di rovere francese e affinato un anno in bottiglia. “E’ un uvaggio difficile da lavorare, polposo, poco liquido, quel che ne esce è un vino importante, diverso dai vini liguri”, ha raccontato Massimo durante la serata. Nardo Anselmo, sommelier Fisar, presente alla serata assieme a diversi colleghi tra cui Carla Moretto, Rodolfo Sapello, Giovanni Ferlaino, Kroma Ellenica, racconta con poche parole: “Roussanne in purezza, nuova creazione di un’azienda prestigiosa. Annata 2016, solamente 500 bottiglie, in cassetta di legno. Pronto già ora, con longevità decennale”. Al naso si sente l’aroma della frutta bianca, pesca fresca e sciroppata, e degli agrumi, mescolati con rosmarino e salvia, in bocca una nota acida fa da spalla ad un alto grado alcolico. Già di buona struttura ora, con l’invecchiamento non può che migliorare.

Una parola sul passito di pigato Nicol 2011: splendido, dolce  senza essere stucchevole, vero vino da meditazione.

Ottimo il menù preparato dalle chef Ivana e Nicoletta per il lancio di “Puro”, così come sono stati azzeccatissimi gli abbinamenti con i vini:

ANTIPASTI

Sformatino di verdure e formaggio

Vino in abbinamento: Pigato Costa de Vigne 2018 (

Insalata tiepida di gamberi con scorzonera e zucchine trombette di Albenga

Vellutata di fagioli di Pigna con calamari saltati al cognac

Vino in abbinamento: Pigato Vigne Vegge 2018

PRIMO

Ravioli home made di pesce di lenza con crostacei.

Vino in abbinamento: Viorus 2018

SECONDO

Pesce del Mar Ligure al cartoccio.

Vino in abbinamento: Puro 2016

DESSERT

Strudel di mele con zabaione al Passito di Pigato

Vino in abbinamento: Passito di Pigato 2011

 

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About the Author

Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...