Il vento non molla la presa, ma Pesto d’Amare a Finalpia è stato comunque un successo

Bello, di successo e ventoso. L’edizione 2019 di Pesto d’Amare pur avendo attirato migliaia di persone non è stato certo favorito dal tempo. Il vento che aveva obbligato gli organizzatori ad annullare la data di venerdì 6 e di spostarla a domenica 8 si è ripresentato, puntuale come ad un appuntamento questa mattina, rovinando altri stand. Un’altro intoppo che non ha fermato, però, la manifestazione.

Alle 10,30 Pesto d’Amare è cominciato trasformando nuovamente Finalpia nel Rione del Gusto. E dopo il laboratorio, a cura della Condotta Slow Food di Albenga, Finale e Alassio guidata da Monica Maroglio, con i bambini per imparare a trasformare farina e lievito madre in focaccia, sono state contate le schede di voto che il pubblico, nella due giorni di Pesto d’Amare, ha inserito nell’urna per eleggere il miglior pesto artigianale alla genovese tra i cinque produttori selezioni (il meglio della provincia di Savona). In gara Pasta&Pesto di Borgio Verezzi, il Filo di Paglia di Alassio, il Pestone di Albenga, Pesto Fresco di Loano e Sapori di Liguria di Vado Ligure. Come lo scorso anno ha vinto Pasta&Pesto di Borgio Verezzi, guidata da un’ottima chef di origini piemontesi, come a dire che il pesto, siappur ligure, non ha confini. Ottimo il pranzo curato da Andrea Risso, oste chiocciolato Slow Food dell’Osteria de U Colla di Genova, e di grande divertimento il sottofondo musicale dei Barbagrammi, band genovese che in chiave swing propone grandi classici dei cantautori liguri, da Natalino Otto a Lauzi, ai Sensaciou. La pioggia, inattesa, ha anticipato la chiusura della rassegna, con l’arrivederci a Terra&Mare, con i sapori dell’autunno, sempre a Finalpia, nel weekend di Ognissanti. 

Ad organizzare l’evento il Comune di Finale Ligure, i Garosci de Pia, la Condotta Slow Food Albenga, Finale e Alassio e lo studio Bodoni

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...