Imperia, OliOliva sottotono ma con ancora tante potenzialità

Diciamo che, nonostante la gente che anche ieri pomeriggio, ha affollato gli stand delle piazzette al di sopra di Calata Cuneo, con produttori (quelli piccoli e medi, come sempre) di olio provenienti da tutto il Ponente Ligure, l’edizione 2020 di OliOliva ad Imperia non verrà ricordata come una delle migliori edizioni. Certo, il traffico cittadino ha risentito poco o nulla della grande kermesse dedicata per il diciottesimo anno all’olio ligure, ma la rassegna è sembrata come “relegata” in un cantone, siappur ampio e di prestigio. E non è certo bastata, sabato nel tardo pomeriggio, la visita del presidente della Regione Giovanni Toti (in giro per gli stand senza il sindaco di Imperia) a dare un tono migliore alla rassegna.

Detto questo, non c’è dubbio che, dagli incontri, dalle conferenze, dalle degustazioni e dagli show cooking, siano partite proposte,stimoli, allarmi. Dall’emergenza Xylella (cinque alberi di olivo infettati dal batterio a Mentone, per dire “dietro la curva”, al progetto, arrivato alle fasi finali, di far diventare la Cultura dell’olivo nel Mediterraneo Patrimonio immateriale dell’Umanità Unesco, un grande passo per poter spendere sul mercato turistico, dopo i muretti a secco, già proclamati Patrimonio dell’Umanità Unesco, la grande cultura e storia della Liguria. Tra i tanti appuntamenti anche la presentazione di Ars Olearia, il grande libro che racconta, dall’inizio, la storia dell’olivo e della olivicoltura, con tante curiosità e “smentite” delle false notizie storiche. A parlarne sono stati Alessandro Carassale, grande affabulatore e, soprattutto, storico di rango, e Claudio Littardi, profondo conoscitore di piante e frutti della Liguria. Oggi, domenica 10 novembre, ultimo giorno di OliOliva che, non sarà “in forma” come gli altri anni, ma merita in ogni caso una visita.

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...