Italiana Riviera capitale dello sport 2020

Lo sport, tutti gli sport, come volano per il turismo: il progetto ideato e realizzato da UPACES in collaborazione con l’Unione provinciale albergatori di Savona e molti Comuni della Provincia di  Savona ha vinto.

L’Italian Riviera, il marchio con cui aveva chiesto di diventare non “Città dello Sport”, ma “Riviera dello Sport 2020” è stato accolto e, lunedì 12 novembre a Roma, la provincia di Savona diventerà ufficialmente “European City/Town/Community of Sport 2020” con una cerimonia di consegna delle Benemerenze dello Sport Europeo. La cerimonia, che si terrà presso il Salone d’Onore del Coni, sarà alla presenza del Presidente del Coni Giovanni Malagò e del Presidente ACES Europe-MSP Italia Gian Francesco Lupatelli.

“Siamo molto soddisfatti del riconoscimento, significa, in prima battuta, che la nostra idea di coinvolgere più Comuni in questo progetto era vincente, ma soprattutto che la nostra provincia ha enormi possibilità turistiche in un settore in crescita. Si va dalle strutture sportive tradizionali alle possibilità di discipline outdoor, dalle mountain bike alle E-Bike, dalla vela allo snorkeling, dalle palestre di roccia all’orientamento. L’idea di coinvolgere più Comuni e lavorare in maniera unitaria è stata la forza del progetto”, commenta soddisfatto Alberto Orso, presidente provinciale dell’Upaces, che per conto dell’Upa ha messo a punto il dossier approvato dalla Comunità Europea e ha portato alla benemerenza.

I Comuni che hanno aderito al progetto sono Alassio, Albenga, Albisola Superiore, Andora, Boissano, Borghetto Santo Spirito, Borgio Verezzi, Cairo Montenotte, Celle Ligure, Ceriale, Finale Ligure, Laigueglia, Loano, Noli, Savona, Pietra Ligure, Spotorno e Varazze.

“Il riconoscimento che ritireremo il 12 novembre, in ogni caso, non è il punto di arrivo del progetto, ma il punto di partenza. Adesso dovremo continuare a lavorare ancora più uniti per fare del 2020 un anno indimenticabile per il turismo, per lo sport, per Italian Riviera”, conclude Orso

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...