Jazz in vigna, Albenga e Alassio “fanno pace” per il turismo experience

Che dire, ancora una volta le Experience, siano dello yoga, della ricerca del tartufo, dell’aperitivo in vigna, funzionano, hanno successo. Tra qualche giorno, quando Massimo Fornasier monterà le varie ore di filmato per far diventare una giornata di lavoro in un prodotto (un video, in questo caso) da spendere sul mercato del turismo esperienziale, si potrà valutare meglio una giornata (al momento testimoniato dalla galleria fotografica e dal video, veramente amatoriale messo sul canale Youtube di questo sito) che ha coinvolto una trentina di turisti in vacanza ad Alassio (c’erano tedeschi, danesi, russi, inglesi e anche un australiano, oltre a qualche italiano e al nuovo preside dell’Alberghiero, Agrario e Itis Massimo Salza, giornalisti come gli amici Claudio Almanzi e Alberto Sgarlato, accanto a curiosi e appassionati, di vino e di jazz, compresi Andrea Anfossi, presidente di Rapalline jazz, e Claudio Gandolfo, storico appassionato di jazz e tradizioni ligustiche.

Bando alle ciancie. Egidio Mantellassi, storico albergatore alassino, assieme alla collega Stefania Piccardo, coinvolge gli ospiti. Chi rifiuterebbe un giro nel centro storico di Albenga? Nessuno, ovviamente. L’appuntamento è davanti allo Iat, si parte visitando la parte più bassa dell’antico palazzo civico, si passa al Battistero, poi piazza dei Leoni e ancora i quartieri. Tre cuoche di altrettanti agriturismi di Albenga e dintorni, Daniela Pallanca Revello, U Beriun di Vendone, Laura Verdino di Lavanda in fiore di Campochiesa di Albenga, Carolina Vio di BioVio a Bastia d’Albenga, preparano cestini con i prodotti da portare in vigna, appuntamento alle 17, per l’aperitivo in jazz. A servire il vino, un rosè di vaglia (a base rossese) di BioVio, un grande e grosso sommelier Ais, Augusto Manfredi, coadiuvato da una giovane enologa di vaglia, Caterina Vio, figlia di Giobatta “Aimone”, primo miglior viticoltore ligure secondo Gambero Rosso di due anni fa e Chiara, maestra di studi e “sergente di ferro” in azienda.  Si arriva in vigna, alle Marixe, la zona di Albenga, al confine con Arnasco, di fronte c’è Coasco, più vocata al Pigato. I grappoli, quasi pronti per la vendemmia, hanno un colore che vira al rossastro, il ferro che il terreno argilloso rilascia nelle antiche viti. Il vino che ne verrà fuori, il “Bon da Bon”, è tra i migliori della Liguria, forse d’Italia, ma questa è un’altra storia. I turisti si “accaniscono” sulle torte verdi, sulle bruschette con gli ultimi, succosi, pomodori cuore di bue su fettine di pane di Cacciò di Gavenola, una eccellenza spesso dimenticata. Proprio quel pane, mangiato assieme ai grappoli d’uva, sono per molti una madeleine proustiana, il ricordo di antiche, povere e gustose merende. Maurizio Ditozzi al sax tenore e Maurizio Lavarello al piano, suonano in continuazione standard jazz e motivi antichi, conosciuti da tutti. Massimo Fornasier continua a filmare, arriva anche un drone a testimoniare dall’alto quel che avviene. Il video che ne verrà fuori racconterà molto, non il gusto, gli splendidi formaggi di U Beriun di Vendone, le gustose torte di zucca di Laura Verdino, le torte verdi, il pesto, il condiglione di BioVio. Poteva concludersi la serata senza yoga? No di certo, la vigna rilassa..

Sotto la gestione di Elfo, l’Ente di formazione regionale, il cooking show e il wine tasting sono stati gestiti dai corsisti delle aziende turistico ricettive Hotel del Corso, Residence Villa Firenze, Agriturismo Lavanda in Fiore, Azienda agricola La Crosa, Azienda agrituristica Le Giare, Azienda agrituristica Il Colletto, Azienda agrituristica Il giardino del Sole, Agriturismo del Pigato BioVio e Agriturismo U Beriun, partecipanti al corso Italian Riviera experience, coordinati dai docenti Stefano Pezzini, Massimo Fornasier, Franco Laureri e dal tutor Daniela Righi. L’obiettivo è quello di poter presentare questo “prodotto” al BITESP (Borsa Internazionale Del Turismo Esperienziale) a Venezia dal 25 al 27 novembre, evento di riferimento  per gli operatori turistici dell’incoming e dell’outgoing esperienziale.

 

Condividi su

About the Author

Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...