La Cipolla Belendina diventa simbolo di Andora

Ora è diventato un impegno senza possibilità di ritorno. Ad una settimana dalla fine di Azzurro, Pesce d’Autore, un grosso risultato è arrivato per Andora. Una sua eccellenza, la Cipolla Belendina, è salita sull’Arca di Slow Food, primo passo verso la creazione di un Presidio, ma soprattutto il sindaco Mauro Demichelis si è impegnato, davanti ad un folto pubblico, a promuovere questa eccellenza, a cominciare dal dare “motu proprio”, la De.Co., la Denominazione Comunale, a questo ortaggio, tanto particolare quanto esplosivo dal punto di vista del gusto. Lo ha promesso, il sindaco, durante l’incontro, avvenuto al Pala Azzurro con gli agricoltori che producono sulla piana di Andora la Cipolla Belendina.

 

“L’incontro, mediato dal giornalista Stefano Pezzini, ha riunito tutti i produttori andoresi di questa cipolla dalle caratteristiche particolarissime, sia per le dimensioni che per il gusto delicato – spiega il sindaco Mauro Demichelis – Un prodotto che merita il riconoscimento Slow Food e che, insieme a tanti altri della nostra piana, dal Basilico Genovese Dop fino alle produzioni floricole, sarà al centro di iniziative di promozione anche nel corso dell’estate”. Marco Gagliolo, promotore della sua valorizzazione come Presidio Slow Food, l’ha presentata come “la cipolla che fa sorridere”, con l’ausilio dei Clown dell’Associazione Veronica Sacchi di Milano e ne ha esaltato le qualità insieme a Monica Miroglio, attivissima fiduciaria Slow Food della condotta di Albenga, Finale e Alassio. Tra le iniziative anche un nuovo packaging, allegro e colorato, per fare della Cipolla Belendina (può raggiungere il chilo e mezzo di peso) un regalo gourmet.

La Cipolla Belendina, rossa e dolce come quella di Tropea, è una cipolla che, stando alle ricerche e alle testimonianze dei contadini più anziani, si comincia a coltivare ad Andora a cavalleo dell’800 e del ‘900. Probabilmente la cipolla arriva dal mare, portata da Settimio Denegri, da giovane marinaio e, dopo la nascita del secondo figlio, contadino in località Mezz’acqua, mezzadro dei Momigliano, famiglia torinese che aveva comperato una grande proprietà ad Andora. Negli Anni ’60 Andora scopre una vocazione turistica importante, ma lo sviluppo edilizio, tra seconde case, alberghi, campeggi, porterà via molti terreni all’agricoltura, con il rischio di perdere anche la Cipolla Belendina. Il vero artefice del miracolo dell’esistenza ai giorni nostri della cipolla rossa di grosse dimensioni a forma di fiasco e dal sapore dolcissimo è il mezzadro Trentin Bellenda, che per decenni ne ha curato la semenza e la riproduzione, di qui il nome Belendina.

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...