La Comunità dello sport 2020 deve diventare volano turistico per la Riviera

Si chiama Italian Riviera e, nel 2020, sarà Comunità dello Sport, un intero territorio, da Andora a Varazze, riconosciuto dal Coni e, soprattutto, dall’Europa. Una occasione importante per lo sport, certo, ma non solo. Se ben gestito, infatti, il 2020, anno della Comunità dello Sport Italian Riviera, può diventare un volano per il turismo. Come? Facendo sistema, coinvolgendo le associazioni turistiche (albergatori, bagni marini, ma anche cuochi), sportive, ma anche quelle dei produttori delle eccellenze rivierasche, parlo dell’agroalimentare, ma anche dell’artigianato. Si potrebbe, ad esempio, creare una sorta di “Casa Italian Riviera” che segua le varie manifestazioni sportive e metta in mostra saperi, sapori, tradizione ed esperienza ai partecipanti. E nello stesso tempo ogni città aderente potrebbe organizzare, nelle giornate degli avvenimenti, passeggiate ed escursioni per mostrare le bellezze naturalistiche e la ricchezza del patrimonio artistico e storico della Riviera. C’è un intero anno per organizzarsi, non perdiamo tempo.

 

La consegna della Benemerenza dello Sport Europeo si è svolta la settimana scorsa a Roma, nella sede del Coni, alla presenza del presidente del Coni Giovanni Malagò e del Presidente ACES Europe-MSP Italia Gian Francesco Lupatelli. Un progetto ideato e realizzato da Upaces, presieduto in provincia di Savona da Alberto Orso, storico albergatore di Pietra Ligure, in collaborazione con l’Unione provinciale albergatori di Savona, presieduta da Angelo Berlangieri, e molti Comuni della Provincia di  Savona. Italian Riviera, il marchio con cui aveva chiesto di diventare non “Città dello Sport”, ma “Riviera dello Sport 2020”.

 

“Siamo molto soddisfatti del riconoscimento, significa, in prima battuta, che la nostra idea di coinvolgere più Comuni in questo progetto era vincente, ma soprattutto che la nostra provincia ha enormi possibilità turistiche in un settore in crescita. Si va dalle strutture sportive tradizionali alle possibilità di discipline outdoor, dalle mountain bike alle E-Bike, dalla vela allo snorkeling, dalle palestre di roccia all’orientamento. L’idea di coinvolgere più Comuni e lavorare in maniera unitaria è stata la forza del progetto”, commenta Alberto Orso. I Comuni che hanno aderito al progetto sono Alassio, Albenga, Albisola Superiore, Andora, Boissano, Borghetto Santo Spirito, Borgio Verezzi, Cairo Montenotte, Celle Ligure, Ceriale, Finale Ligure, Laigueglia, Loano, Noli, Savona, Pietra Ligure, Spotorno e Varazze. “Il riconoscimento in ogni caso, non è il punto di arrivo del progetto, ma il punto di partenza. Adesso dovremo continuare a lavorare ancora più uniti per fare del 2020 un anno indimenticabile per il turismo, per lo sport, per Italian Riviera”, aggiunge Orso. Una grande verità, perchè il progetto Comunità dello Sport non riguarda solamente le manifestazioni sportive. “Ora bisognerà mettere a sistema le varie manifestazioni sportive dei Comuni partecipanti. Il turismo dello sport ha un grande ritorno, accanto agli atleti arrivano anche i famigliari, ma noi non vogliamo solamente fare delle presenze, dei numeri. Per ogni evento vogliamo abbinare il benessere legati allo sport, a cominciare dalla dieta mediterranea, che vede nella Liguria, con il suo olio, le sue verdure, i suoi piatti, i punti di forza del gusto e della salute. Vediamo nella Comunità dello Sport non solo le discipline olimpiche, ma anche l’outdoor, di montagna e di mare, la natura, il benessere fisico e dell’anima, arte e patrimonio culturale compreso. Un lavoraccio, insomma, ma siamo carichi, pronti a stendere un programma all’altezza del riconoscimento europeo”, conclude Orso.

 

Condividi su

About the Author

Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...