La Confraternita dell’Ormeasco compie vent’anni e festeggia a Quiliano

L’undici novembre del 1998, nel Castello di Pornassio, un gruppo di amici, intenditori e amanti dell’Ormeasco, non solo come vino, ma anche come storia di un territorio, di una comunità, quella dell’Alta Valle Arroscia, si riunirono per fondare la Confraternita dell’Ormeasco. A raccontarne la nascita è Raffaele Guglierame, storico produttore assieme al fratello Agostino (la loro azienda agricola ha più di un secolo e, nel 1958, fu la prima a vendere l’Ormeasco in bottiglia), Priore della Confraternita: “L’idea fu dell’amico Gabriele Boscetto, all’epoca presidente della Provincia di Imperia e successivamente senatore. Fu lui a spingere i produttori a creare la Confraternita, oggi i confratelli sono una sessantina, di cui i 22 produttori di Ormeasco dell’Alta Valle Arroscia e di Triora, visto che questo vitigno, durante i secoli, si è spostato da una valle all’altra. Ogni 11 novembre la Confraternita si riunisce e i produttori portano ai confratelli l’Ormeasco Superiore dell’anno precedente. Quest’anno, per festeggiare i vent’anni, faremo uno strappo e saremo a Quiliano durante la rassegna Granaccia e altri rossi di Liguria”, cocnlude Guglierame.

 

LA STORIA DELL’ORMEASCO

 

Il vitigno dell’Ormeasco ha una storia nobile e documentata. Furono i Marchesi di Clavesana a voler impiantare il vitigno di Dolcetto in Valle Arroscia, lo testimonia lo Statuto del Gestores Universitatis Pornaxi redatto dal Notaio Gandalini nel 1299. Nel corso dei secoli, merito del clima, del salino che arriva col vento di mare, del terreno, della passione dei viticoltori, quei filari sono diventati un vino diverso dal Dolcetto, l’Ormeasco di Pornassio, appunto, che si fregia della Doc. Il disciplinare consente la coltivazione dell’Ormeasco nei Comuni dell’Alta Valle Arroscia e in alcuni Comuni della Valle Argentina, sempre sul versante tirrenico per “prendere” il salino. Un vino versatile l’Ormeasco, è di colore rosso rubino (Ormeasco e Ormeasco Superiore) se vinificato in rosso e rosa corallo (Ormeasco sciac-trà) se vinificato in bianco. Ma il disciplinare consente la vinificazione anche di Ormeasco passito, di passito liquoroso e, negli ultimi anni, anche come spumante. Insomma, quel vino spesso e aspro, un tempo protagonista nelle osterie e nelle feste di paese è diventato un vino da intenditori, capace di essere un volano per il turismo enogastronomico, settore sempre più importante per l’economia ligure e non solo.

 

GRANACCIA E VINI ROSSI DI LIGURIA A QUILIANO

 

Villa Maria, splendida architettura di Quiliano, sede del Comune, ospiterà domenica 11 novembre dalle 16 alle 21 produttori provenienti da tutta la Liguria per una giornata speciale di incontro, confronto e scambio con sommelier, giornalisti, operatori ed amanti del vino. Organizzato da Proloco Quiliano e Slowfood Condotta Del Savonese , Noli , Varazze, Sassello in collaborazione con Vite in Riviera e con il Patrocinio della Regione Liguria, l’evento Granaccia e Rossi di Liguria offre anche quest’anno un programma ricco di gusto. Nella Villa comunale infatti, verrà allestito un vero e proprio percorso tra i sapori della Liguria, svolto tra i diversi banchi di assaggio delle eccellenze tipiche del territorio. Vite in Riviera – Ligurian Wines between land & sea cura e organizza l’area dedicata ai grandi vini rossi D.O.C. e I.G.T della Liguria, che saranno i protagonisti indiscussi della giornata: Granaccia, Rossese, Ormeasco di Pornassio, Colli di Luni, Colline di Levanto, Golfo del Tigullio, Val Polcevera e gli altri, che si potranno degustare incontrando direttamente i produttori provenienti da tutta la Regione, guidati dai Sommelier Fisar Delegazione Imperia Savona. Ospite d’eccezione per questa edizione, la numero quattordici, sarà l’antica distilleria piemontese Grappa Marolo di Mussotto d’Alba, che produce eccellenti grappe artigianali da vinacce di Pigato e Vermentino ligure.

All’interno del percorso degustativo potrete accompagnare il buon vino con assaggi di formaggi dell’Azienda Agricola La Magnolia di Quiliano, salumi della Macelleria Giacobbe di Sassello, polenta a cura della Proloco di Quiliano, grissini e focacce del Grissinificio Quilianese e della Panetteria Genta di Quiliano.

L’intrattenimento con proiezioni video sarà a cura del Gruppo Cineforum “Quei bravi ragazzi” Quiliano.

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...