La cucina di Salvo Montalbano raccontata dall’ispettore Calcagno

Il cous cous che Salvo Montalbano ne La pazienza del ragno, la pasta ‘ncasciata, tripudio di gusto e pesantezza, che il commissario di Vigata gusta in gran parte delle sue indagini, a cominciare da La giostra degli scambi, arrivandone a “spazzolare” ben quattro porzioni, sono solo alcuni dei piatti che diventano comprimari nei racconti dedicati allo “sbirro” letterario nato dalla fantasia di Andrea Camilleri. A Sarola, frazione di Chiusavecchia, i piatti siciliani sono stati abbinati con i vini liguri della Cantina Ramoino, in una serata all’insegna del gusto, del racconto, delle curiosità. Un format nato per celebrare Camilleri ad un mese dalla sua dipartita, che ha incontrato il gusto dei partecipanti.

La serata, intitolata “Omaggio a Camilleri”, al Ristorante Ramoino, è stata un successo, di pubblico e di sorrisi. Chi scrive ha intervistato Pupi Bracali, giallista di Ceriale, arrivato al quattordicesimo libro incentrato sulla figura dell’ispettore Calcagno, un investigatore della Riviera, capace di risolvere gialli, promuovere il territorio e mangiare piatti improbabili, buste di liofilizzati, carne in scatola e via dicendo. Il contrario di Montalbano, insomma. Tra i tanti racconti anche il perchè Pupi Bracali è diventato giallista: “Mia mamma, poco prima di morire novantenne, mi raccontò che sedicenne, a Savona, posò per un pittore, Raimondi, all’epoca famoso per i suoi dipinti sacri. Mia mamma fu dipinta come una Madonna con in grembo un fascio di rami d’olivo. Quel quadro fu venduto ad una parrocchia dell’entroterra. La curiosità mi ha spinto a fare ricerche e, mentre le facevo, mi è venuto in mente il primo giallo. Il quadro non l’ho ancora trovato, ma sono diventato uno scrittore di gialli”, ha raccontato Pupi, una vera sorpresa come affabulatore e una vera sorpresa il suo omaggio ai partecipanti: dei baci di Ceriale della pasticceria Bacicin di Ceriale, protagonisti (i baci) di un episodio dell’ispettore Calcagno. Una conferma, invece, i piatti preparati da Cheffa Elvira e Chef Piri Barontini, vulcanico rivisitatore di ricette. Inutile dire dei vini, Domenico Ramoino, da tempo affiancato da figli e genero, ha puntato con successo sulle bollicine liguri del suo Baxin e ai profumi di Rossese di Dolceacqua, Ormeasco, Vermentino e Pigato arrivando ad esportare parte della produzione anche in Giappone. Certezza anche le foto di Alex Delbecchi di studio Blix (quelle brutte sono mie…)

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...