Al Portico la Cucina Ligure diventa musica operistica

La cucina, ma questo lo sapevamo, non poteva tradire. Quel che non sapevamo, invece, è come i sapori liguri si abbinassero in maniera armonica (battuta, ma nemmeno troppo…) con la musica operistica, melodica, napoletana.  Merito del soprano Sara Capellini Maggiore, del tenore Alessandro Fantoni (sodalizio d’arte e di vita) e del pianista Danilo Delle Piane che, al Portico di Feglino, hanno saputo emozionare i partecipanti alla serata Cucina Ligure all’Opera anche più degli splendidi piatti dello chef Germano Scosseria.

 

Era una “prima volta”, quasi una scommessa, che Milena Scosseria, indaffarata patron dello storico ristorante, ha ideato nelle scorse settimane. Scommessa vinta. In una serata dove l’afa non ha risparmiato nemmeno la collina ligure, con una clientela varia, di ogni età, con il rustico e tradizionale arredamento del Portico magicamente sostituito da eleganti tovagliati e sedie trasformate in poltroncine, all’improvviso le luci si spengono, si vede solo attraverso le fioche fiammelle delle candele sistemate in ogni tavolo. E’ il segnale. La voce, calda, potente, ben impostata di Sara Capellini Maggiore si sente in lontananza e, in pochi secondi, arriva a tutti: si canta non dal palco, ma tra i tavoli, passando da una sala all’altra, creando un simpatico e suggestivo gioco si alto e basso. Termina lei, comincia Alessandro Fantoni, potente, intenso, a volte quasi burbero. La serata trascorre tra arie della Turandot, del Barbiere di Siviglia, O sole mio, Core n’grato e tante altre, canzoni e arie proposte tra una portata e l’altra, senza “opprimere” chi fosse salito a Feglino “solo” per i piatti di Germano. Il menù, tipicamente ligure, parte con un fagottino di pasta brisè con due polente e crema di asparago violetto di Albenga, funghi fritti, pan fritto con salumi, farinata e insalatina (arriva dall’orto del ristorante), il tutto abbinato allo splendido vermentino Colli di Luni della cantina Terra della Luna. Non manca il tempo per una simpatica gara di pesto al mortaio mentre la cucina si prepara per i primi: trofie al pesto con patate e fagiolini e pansotti (a forma di cuore, in onore della serata romantica) con sugo di noci. Vino abbinato il pigato di Alessandro Tognoli, uve e cantina a Perti, alture di Finale Ligure, una vera scoperta: forte, strutturato, leggermente acidulo, ricorda i pigati di un tempo, senza fronzoli e ruffianerie. I secondi (difficile gustarli al meglio per via delle porzioni, decisamente abbondanti) sono all’insegna del territorio: coniglio alla ligure e filetto all’Ormeasco abbinati all’Ormeasco di Pornassio firmato dalla Cantina Guglierame, che proprio quest’anno festeggia i 60 anni dalla vendita in bottiglia del vino che, un tempo, serviva per rifornire le osterie della Valle Arroscia e ora è diventato un grande vino. Torta d’ordinanza e, soprattutto, un dolce antico, il biancomangiare, accompagnato da pesche nettarine e un passito di Durin di Ortovero. Si termina, non può essere altrimenti, con un brindisi e, mentre i commensali portano in alto i calici, Sara e Alessandro intonano un “noi libiam…”. Da ripetere. Per chi, invece, volesse partecipare ad una delle tradizionali cene medioevali del Portico, l’appuntamento è per l’8 agosto. Info e prenotazioni 019 699207

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...