La cucina stellata ligure di Giuse Ricchebuono da Noli alla conquista della California

La West Coast ligure, nel nome delle sue eccellenze enogastronomiche, va alla conquista della West Coast statunitense. Merito di Giuseppe “Giuse” Ricchebuono, chef stellato del Vescovado di Noli e patron del Nazionale, sempre a Noli, che sta per siglare l’accordo con un gruppo di investitori statunitensi intenzionati ad aprire un ristorante a Los Angeles. E Giuse, la sua cucina, sarà protagonista del nuovo locale.

Una operazione nata qualche mese fa, quando gli imprenditori statunitensi, già attivi nel business della ristorazione, hanno deciso di puntare sulla cucina italiana, in grande spolvero anche negli States, e sono arrivati in Italia per valutare chi, tra diversi cuochi stellati, avrebbe potuto scrivere menù e ricette per il nuovo locale. Arrivati a Noli sono rimasti affascinati dalla cucina, semplice a prima vista, capace di valorizzare le eccellenze liguri e non solo, firmata Ricchebuono. Primi contatti, prima trasferta a Los Angeles, poi al lavoro per dare al nuovo locale una identità in linea con la filosofia di cucina di Giuse. Dopo mesi di lavoro, nei giorni scorsi, si è arrivati finalmente alla realizzazione del progetto.

“Collaborazioni di questo tipo sono affascinanti, servono a portare il gusto ligure nel mondo, ma anche a conoscere prodotti delle altre parti del mondo. Rendere riconoscibile ogni ingrediente da parte di chi lo assapora é un presupposto della mia cucina, che ho trasferito in Italia e oltre confine in diverse occasioni e soprattutto in qualità di Brand Chef a San Pietroburgo, al Ristorante “Il Palazzo”, o ad Astana, in Kazakhstan, al Ristorante “Felice”, inaugurato un anno fa e riconosciuto dal pubblico e dalla critica tra i migliori ristoranti italiani in Asia Centrale. La stessa filosofia che ho voluto portare in California”, racconta Giuse.

In pratica una apertura internazionale ogni anno, e viene già da chiedersi quale sarà la prossima tappa. Ricchebuono sorride: “In effetti proposte in questo senso ce ne sono, ma per fare le cose bene ci vuole tempo, impegno e lavoro, non bastano certo la passione e la fantasia. Senza contare che sia il Vescovado che il Nazionale, nonostante abbia una squadra di altissimo livello e una famiglia che mi supporta, hanno bisogno di essere seguiti, i clienti, giustamente, vogliono un rapporto diretto con lo chef, i piatti sono importanti, ma da soli non bastano”.

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...