La Fionda delle sterili polemiche

Non c’è niente da fare, nemmeno nel 2018 si riesce ad andare oltre al provincialismo e al campanilismo. Parlo, da vecchio cronista, ora che la situazione è un po’ decantata, delle polemiche attorno alla Fionda di Legno. Due, soprattutto, mi hanno colpito negativamente. La prima è quella dell’ormai stucchevole rivalità tra Albenga e Alassio. Tutto è nato perchè sui social Michelle Hunziker ha ringraziato Albenga e i Fieui di Caruggi postando una foto scattata ad Alassio, nello splendido giardino di Villa Pergola, tra l’altro di proprietà dell’ingauno Antonio Ricci e famiglia. Lesa maestà, molti albenganesi si sono risentiti, così come si risentono quando gli alassini postano foto della Cappelletta con lo sfondo dell’Isola Gallinara, territorio ingauno. Sbianchettare l’isola, però, sembra veramente difficile, e allora? E allora, forse, sarebbe meglio seppellire definitivamente l’ascia di guerra dei campanilismi e unire le forze e le idee per fare squadra. Albenga ha un grande patrimonio fatto di storia, arte, archeologia e sapori, Alassio resta comunque la regina del turismo ligure, per prestigio e, soprattutto, numero di presenze annue. Se si riuscisse a creare una sinergia seria e costante tra queste realtà si creerebbe un polo in grado di rilanciare cultura, turismo, agricoltura. La stessa Hunziker ha unito in due foto, quella a Villa Pergola e quella con i carciofi di Albenga, le eccellenze delle due cittadine.

La seconda stucchevole polemica è quella riguardante la Fionda di Legno, i personaggi premiati, i Fieui di Caruggi. Gi attempati monelli guidati da Gino Rapa possono piacere o non piacere (personalmente a me stanno simpatici, sarà che li conosco da più di mezzo secolo, anche se non sempre sono in sintonia con loro), ma non si può non riconoscere il loro amore per Albenga, il loro attivismo, la loro voglia di fare. Non piace quello che fanno? Basta non andare alle loro manifestazioni che, oggettivamente, non solo non offendono nessuno, ma offrono divertimento, cultura e visibilità ad Albenga. Se poi si volesse metterli in ombra basterebbe mettersi ad organizzare eventi alternativi, nessuno lo vieta e, anzi, Albenga sarebbe ancora più viva. Criticare per il gusto di criticare è certamente legittimo, ma sterile, inutile. Del resto solo chi fa sbaglia, dicevano gli antichi. Piacerebbe veder fare anche chi critica.

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...