“La Granaccia diventi simbolo dei grandi rossi di Liguria”

Un gioiello di storia e architettura, Villa Maria a Quiliano, che, ancora una volta, ha ospitato i grandi gioielli delle terre di Liguria, i vini rossi, un tempo snobbati e, invece, capaci di dare grandissime emozioni agli appassionati. La rassegna dedicata alla Granaccia e ai vini rossi di Liguria è stata un successo anche quest’anno, di pubblico, certamente, ma anche e soprattutto per la qualità dei vini presentati.

Al primo piano, dopo essere passati dal “cerbero esattore” Gianni Boffredo per il pagamento di bicchiere e tagliandi per la degustazione, nel salone d’onore i sommelier Fisar, guidati da Ivano Brunengo, hanno proposto i vini di Vite in Riviera, la rete di impresa che unisce 25 tra le maggiori cantine del Ponente. Al primo piano, nelle splendide stanze di Villa Maria, i produttori di Granaccia, Rossese, Ormeasco di Pornassio, Colli di Luni, Colline di Levanto,  Golfo del Tigullio, Val Polcevera e tanti altri. Presenti i produttori più prestigiosi della Liguria, Bosoni, Ramoino, Fontanacota, Cascina Nirasca, Tenuta Maffone, la Vecchia Cantina, Bio Vio, a Maccia, Guglierame, Lupi, Turco, solo per citarne alcuni. L’importanza della rassegna è stata sottolineata dalla presenza del sindaco di Quiliano Nicola Isetta, dell’assessore all’Agricoltura Stefano Mai, del presidente di Vite in Riviera Massimo Enrico e, soprattutto, Marco Rezzano, presidente dell’Enoteca Regionale: “La granaccia, vitigno antichissimo, è forse il vino rosso che maggiormente caratterizza la Liguria, è l’unico a bacca rossa presente, in proporzioni diverse, in tutte e quattro le province liguri”, ha detto. Ad organizzare la rassegna il Comune di Quiliano, la Pro Loco e Sow Food.

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...