La Guida Michelin spegne quattro stelle in Liguria

Non solo nessuna nuova stella, ma addirittura una retrocessione netta, dolorosa, inaspettata. La Liguria della ristorazione è stata punita duramente dalla Guida Michelin, delle 10 stelle che brillavano nel 2018 solo 6 resteranno accese nel 2019. Una situazione triste, visto che le stelle Michelin, in Italia, sono aumentate di molto, arrivando ad un totale di 367 locali, e tra le new entry ci sono 10 chef sotto i trent’anni.

Per quel che valgono le guide (ma credetemi, valgono, soprattutto quelle più prestigiose come la Rossa Michelin, quella dell’Espresso, le indicazioni di Slow Food e poche altre), la fotografia appena sviluppata non lascia spazio ai colori, ma solo ad un bianco e nero, siappure con luci e ombre da interpretare e, consiglio agli chef (ma anche cuochi, osti, chiamiamoli come più piace a loro e a noi), torniamo alle origini, alla cucina di Liguria, piedi per terra, qualche soffio di fantasia e, soprattutto, uso maniacale delle nostre materie prime, verdure, carni bianche, pesci azzurri, umiltà. Cucina a chilometro zero? Sì, se si può, altrimenti a chilometro giusto. Le quattro stelle cadute hanno motivazioni diverse. La Locanda dell’Angelo di Millesimo, ad esempio, ha perso la stelle perchè ha chiuso, mentre all’Agrodolce di Imperia lo chef stellato ha passato la mano trasferendosi a Brescia. Conchiglia di Arma di Taggia e San Giorgio di Cervo, entrambe vere sorprese, fulmini a ciel sereno, l’hanno persa per il giudizio degli ispettori. Eppure la ristorazione, in tutta la regione, è in un momento di grande fermento, con l’arrivo di giovani e giovanissimi chef capaci di valorizzare i prodotti locali, sempre più richiesti. E adesso andiamo avanti con le classifiche della Michelin, presentata all’Auditorium Paganini di Parma questa mattina.

Due i ristoranti stellati in provincia di Savona: l’ormai storico Claudio a Bergeggi (in cucina il timone sta passando, con lo stesso successo, dal patron Claudio Pasquarelli alla giovanissima e talentuosa figlia Lara) e Il Vescovado a Noli con Giuseppe “Giuse” Ricchebuono saldamente al timone. In effetti a queste due stelle potrebbero essere aggiunte quelle di Flavio Costa, da tre anni trasferito nelle Langhe, e Massimo Viglietti che, dopo aver lasciato il Palma di Alassio, sta mietendo successi all’Enoteca Achilli al Parlamento a Roma, entrambi hanno mantenuto la stella.

A Genova brilla solo la stella di The Cook. La provincia più falcidiata da questa caduta di stelle è Imperia che resta con le sole stelle di Sarri a Porto Maurizio e quella di, Paolo e Barbara a Sanremo. Un ristorante stellato per la provincia di La Spezia, la Locanda dell’Angelo di Ameglia, locale ideato e fondato dal mitico Angelo Paracucchi, uno dei primi cuochi televisivi grazie a Luigi Veronelli..

Questi, invece, sono i ristoranti Bib Gourmand, locali premiati per il rapporto qualità prezzo, inferiore comunque ai 35 euro. In provincia di Genova sono segnalati Il Bruxaboschi di San Desiderio, Ostaia du u Santu a Voltri, Raieù a Cavi, il Roma a Montoggio, la Brinca a Ne. In provincia di Imperia Didù a Oneglia e Terme a Pigna. In provincia di Savona il Bagatto di Loano e, per la Spezia, Amici di Varese Ligure.

 

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Stefano Pezzini
Vecchio cronista alla Stampa, mai saggio...